Un ulteriore intervento di Franco Zunino, segretario dell'Associazione italiana wilderness, sull'argomento Parco Nazionale d'Abruzzo. Stavolta, però, è per denunciare, secondo le notizie in suo possesso, quella che egli definisce «un eccesso di repressione».

In pratica Zunino sostiene che corre voce «che le guardie del Parco d'Abruzzo stiano richiedendo ai pastori e allevatori, anche della zona esterna ai confini del Parco nazionale, delle autocertificazioni di regolarità e dei loro insediamenti (stalle, pollai, stazzi, ecc.) e delle zone pascolive di loro proprietà, di terzi, o dei Comuni in cui risiedono».

E si chiede: «Ma l'Ente Parco ha veramente il potere/diritto di avanzare tali richieste? L'unica legge valida per le zone esterne del Parco è quella istituiva del 1923 e altre successive organizzative dello stesso, ma nessuna di queste leggi conferisce poteri oltre i confini del Parco».

Quindi Zunino distingue sulla natura giuridica dell'area contigua "ovvero, la cosiddetta e mai esistita Zona di protezione esterna". Poi l'affondo: «Un Ente Parco istituito per difendere specie animali anche rare, come il lupo e l'or so marsicano nel caso del Parco d'Abruzzo, se veramente tiene a salvaguardare queste specie, prima di eccedere in repressione dovrebbe avere un'apertura collaborativa con i pastori e gli allevatori, e non conflittuale, punitiva e cavillare per non rifondere i loro danni. Vi sono diritti ancestrali di uso del territorio (ad esempio l'uso civico) che andrebbero quanto meno accettati in una logica di convivenza e collaborazione».

Zunino si lancia poi nella difesa degli allevatori: «Gli stessi rimborsi per danni subiti, andrebbero piuttosto visti quali contributi ad attività rurali in lento declino, che anche in un Parco nazionale contribuiscono non poco al mantenimento della biodiversità vegetazionale ed anche animale».

Infine si appella alla magistratura: «Le autorità pubblica e forense chiariscano una volta per tutte i suddetti limiti, compreso il diritto dei guardiaparco di agire fuori dei confini del Parco e finanche armati. A chi l'onere di avanzare una tale richiesta?»