Le mura poligonali di monte Cierro, a Sant'Elia Fiumerapido continuano a sorprendere: nuove ricerche hanno portato a importanti considerazioni storiche. Ricostruendo a vista tutti i tratti murari ancora intatti e quelli crollati il ricercatore storico Benedetto Di Mambro ha "disegnato" il percorso originale: una lunga muraglia a segmenti lineari in opera poligonale e a conformazione aperta di oltre due chilometri.

« Scoperta nella primavera del 1993 dal compianto Sabatino Di Cicco quell'antica fortificazione richiamò subito la mia attenzione. Partendo dalle supposizioni anni '60 dello storico inglese Edgar T. Salmon e dopo attenti studi mi convinsi che doveva trattarsi dei resti dell'antica città sannita di Amiternum  distrutta dal console romano Spurio Carvilio nel 293 a.C. nel corso della terza guerra sannitica - spiega Di Mambro - Quel che notammo allora era una possente costruzione poligonale di circa 120 metri di perimetro oblungo sulla cresta di Costalunga prospiciente la vallata della frazione Olivella. A seguito di un disboscamento della scarpata laterale sottostante vennero alla luce altri massicci tratti di muraglie che proseguivano obliquamente metri verso il santuario di Casalucense».

Ma lo studioso santeliano, che già più volte aveva analizzato quei luoghi, ha deciso di approfondire ancora: «Dopo recenti sopralluoghi sul posto, ho potuto mettere meglio a fuoco un percorso di mura che risale sulla parte opposta, al di là del rio Secco, che da sempre attirava la mia curiosità. Alla fine è risultato essere il prosieguo delle mura di Costalunga che scendono fin giù alle gole di Olivella e del rio Secco per poi risalire sui costoni di Colle del Casale.

Quella lunga catena muraria, sostenuta da un retrostante terrapieno, mi è parsa essere un vero e proprio limes sannita e cioè una precisa linea di confine a formare una ben munita fortificazione difensiva lineare a discendere e a salire fra le colline a guardia del passo. Ricostruendo a vista tutti i tratti murari ancora intatti e quelli crollati dal Casale di Olivella fino a Costalunga e quindi a Casalucense e infine a Campopiano viene fuori il disegno del percorso originale delle mura: una lunga muraglia a segmenti lineari in opera poligonale e a conformazione aperta e di oltre due chilometri di lunghezza totale, rivolta verso Casinum e a difesa del retrostante territorio della potente Atina sannitica».