Carcasse di animali rinvenute tra Noce Romana e il cimitero di Cervaro. Cinque o sei buste alcune aperte gettate nel verde in una zona affatto di passaggio: chi ha raggiunto l'area destinata soprattutto alle coltivazioni, doveva conoscere bene il territorio. Un'area lussureggiante ma non certo affollata: una sicurezza in più per farla franca. Un cittadino ha raggiunto l'area trovando con non poco stupore i sacchetti tra l'erba, in parte già aperti. E dai sacchetti spuntare ossa di animali: dallo stato delle buste e dei resti è plausibile pensare che fossero lì già da qualche tempo.

La pratica incivile di gettare immondizia e scarti di qualunque tipo non risparmia affatto Cervaro: di recente l'attività del sindaco di Cervaro in località Faio con una non facile bonifica da effettuare ha mostrato non solo l'interesse ma l'impegno sul campo. Era stato proprio il sindaco Ennio Marrocco a sottolinerae come l'a mbiente sia uno «dei punti cardine del nostro lavoro quotidiano». E che «finalmente è stato intrapreso il giusto percorso per il recupero ambientale dell'area Faio» ma anche per i numerosi siti da bonificare e «non semplicemente da mettere in sicurezza, che hanno creato una vera e propria emergenza ambientale sul territorio».

Il rinvenimento delle carcasse, come già avvenuto a Cassino in un pozzo consortile a pochi passi da Nocione, poi anche i nuovi resti in via Pozzaca (traversa di via del Lago) grazie all'impegno dell'Ansmi, aveva fatto già salire il livello d'allerta per la possibilità di essere di fronte a casi di macellazione clandestina. Una ipotesi che apre mille altri interrogativi: perché bypassare i controlli e provvedere con uno smaltimento illegale? Ora i resti a Cervaro fanno da contraltare ai tanti dubbi già sollevati.