Sarebbero solo 18 milioni le dosi di vaccino che AstraZeneca ha consegnato all'Unione europea. La notizia, diffusa dal vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, arriva all'indomani della scoperta di 29 milioni di dosi di vaccino AstraZeneca nello stabilimento di Anagni della Catalent. Secondo fonti dell'Ue, tuttavia, la società farmaceutica si era impegnata, da contratto, a consegnare120 milioni di dosi per il primo trimestre del 2021. In un secondo momento il colosso anglo-svedese aveva ridotto a 30 milioni il quantitativo, creando non poche difficoltà alle campagne vaccinali dei Paesi dell'Ue che avevano puntato tutto su questo siero. Infatti, secondo le stime del ministero della salute AstraZeneca dovrebbe consegnare all'Italia 40 milioni di dosi entro il 2021, partendo da 5,3 nel primo trimestre per arrivare a un massimo di 24 nel terzo trimestre. Per fine marzo è atteso l'arrivo di 4,5 milioni di dosi di vaccino Pfizer, AstraZeneca e Moderna.

La polemica sui 29 milioni di dosi trovate alla Catalent hatravalicato da subito l'ambito nazionale. Era stata l'Unione Europea a chiedere un controllo ad Anagni subito eseguito dai Nas su richiesta del governo italiano. Da sabato sera e poi anche domenica i carabinieri della Tutela della salute avevano effettuato i controlli richiesti, trovando le dosi di vaccino, destinati al Belgio, dove l'azienda ha la logistica. È intervenuto anche il premier Mario Draghi che ha confermato l'invio in Belgio da Anagni di soli due lotti, precisando di non conoscerne la destinazione finale. Dal canto suo, la multinazionale si è difesa sostenendo chenon si tratta di scorte, che una parte delle dosi è destinata ai paesi a basso reddito del piano Covax e che 16 milioni sono destinati all'Unione Europea, a partire da 10 che andrebbero in consegna a fine mese. L'azienda ha spiegato che solo dopo il superamento del controllo qualità, procedimento che può durare fino a un mese, le dosi possono uscire dallo stabilimento.

L'assessore regionale del Lazio Alessio D'Amato è intervenuto sulle polemiche relative all'esecuzione del piano vaccinale per dire che «Sulle Regioni eviterei di fare di tutt'erba un fascio, casomai bisognerebbe estendere le buone pratiche. Nel Lazio ieri (mercoledì, ndr) abbiamo raggiunto il record delle somministrazioni con 25 mila dosi in un solo giorno e siamo pronti a farne il doppiose arrivassero i quantitativi necessari dei vaccini. Siamo la Regione che ha vaccinato di più gli anziani e le categorie vulnerabili. Presto gli hub apriranno anche in orario notturno, ma dobbiamo avere garanzia delle forniture. Ad oggi non sappiamo, ad esempio, quanto arriverà nel prossimo mese di maggio nonostante siano già aperte le prenotazioni, da venerdì anche per la classe 68-69 anni. Non basta comunicare i quantitativi trimestrali, che peraltro quasi mai sono stati rispettati nel passato,ma serveavereun quadro delle forniture quindicinali e soprattutto in questa fase è strategico conoscere le esatte consegne ad aprile e maggio del vaccino Johnson & Johnson, se vogliamo raggiungere nel Paese l'obiettivo del mezzo milione di vaccinazioni al giorno, che per la nostra Regione sono 50 mila al giorno». A ieri sono 61.262 le dosi di vaccino somministrate dalla Asl di Frosinone. In tutto il Lazio sono 897.537 con una crescita giornaliera di 25.558. Le prenotazione alla Asl di Frosinone sono 66.668.