Conguagli Acea sulla base di indici presuntivi non ancorati ai consumi effettivi e prescrizione quinquennale anni da 2005 a 2011: il giudice di pace di Cassino accoglie la domanda dell'utente per illegittimità delle somme pretese da Acea Ato 5 Spa ed intervenuta prescrizione quinquennale periodo dal 2005 al 2011.

Non può esserci difetto di prova dei "consumi effettivi" sulla cui base calcolare i canoni idrici: una pronuncia destinata a fare giurisprudenza. C'è da dire, però, che la sentenza fa riferimento a fatti di diversi anni fa: nel contempo, la normativa è cambiata con ampi margini a vantaggio degli utenti e con una attenzione maggiore (in relazione a letture cadenzate) da parte dello stesso gestore.

L'opposizione al pagamento
Nel mese dell'agosto 2016 Acea recapitava all'utente di Sant'Elia una fattura da pagare per consumi idrici, a conguaglio a partire dal 1° gennaio 2005 al 2 agosto 2016 (diviso in tre periodi) di 3.360,08 euro. All'intestataria era stato sostituito il 12 dicembre 2015 il contatore idrico, operazione però avvenuta in assenza della stessa. «In pendenza di reclamo proposto dall'utente, Acea Ato 5 inviava sollecito di pagamento con cui rettificava l'importo della fattura (2.772,03 euro) e preannunciava l'avvio della procedura coattiva di recupero del credito e la sospensione della fornitura» - hanno spiegato gli avvocati Michele Lanni e Andrea Lanni che, nel novembre 2016, hanno citato in giudizio la società davanti al giudice di pace di Cassino, contestando la legittimità delle somme pretese a titolo di consumi idrici dal 2005 al 2016.

Nel caso di specie, gli avvocati impugnavano il sollecito e contestavano ad Acea la richiesta di pagamento deducendo la «non chiara modalità del calcolo utilizzata al fine della determinazione della cifra richiesta basata su consumi presunti e non effettivi, chiedendo di riconteggiare i metri cubi consumati e di specificare la tariffa applicata in maniera chiara e comprensibile per l'utente, oltre a richiamare l'obbligo contrattuale del gestore alla lettura periodica semestrale del contatore mai effettuate da Acea e non della sostituzione dello stesso».

Altro punto di diritto sollevato dalla difesa riguardava la prescrizione quinquennale degli importi. Il giudice di pace di Cassino (con sentenza pubblicata il 22 gennaio 2021) ha accolto integralmente l'atto di citazione degli avvocati Michele Lanni e Andrea Lanni, dichiarando l'intervenuta prescrizione quinquennale per tutte le somme e altresì dichiarando l'illegittimità della somma richiesta per il periodo dal 2 agosto 2011 fino al 12 ottobre del 2015, data di sostituzione del contatore, per difetto di prova dei "consumi effettivi" sulla cui base calcolare i canoni idrici. Non solo. L'utente è stata, inoltre, riconosciuta creditrice della somma di 685,03 euro nei confronti di Acea come da fattura a credito emessa dallo stesso gestore.