Il servizio di "allert" era attivo. Ogni movimento sul conto veniva regolarmente segnalato attraverso un messaggio sul telefonino. Lei, però, alla sue età, 87 anni, non è troppo avvezza alla tecnologia e probabilmente non se n'è accorta. Di più, si è fidata di quella operatrice che sembrava così gentile e premurosa nei sui riguardi. Così la storia è andata avanti per un bel po', fino a quando la titolare del conto postale si è accorta dell'ammanco. Una bella cifra: 1.800 euro volatilizzati senza che l'anziana donna avesse disposto alcun pagamento. Da qui la decisione di sporgere denuncia.

A scoprire che cosa era accaduto ci hanno pensato i carabinieri di Atina, che con accurate indagini hanno individuato l'autrice dei tre prelievi da 600 euro sul conto della signora: un'impiegata di uno dei due uffici postali del paese. I militari dell'Arma hanno setacciato i movimenti effettuati sul conto in questione e acquisito le immagini del circuito di videosorveglianza dello sportello automatico Atm. Dall'esame dei filmati è emerso che l'impiegata, approfittando del suo ruolo e del rapporto di fiducia che aveva instaurato con l'anziana signora, si era fatta consegnare una carta bancoposta con il relativo codice segreto.

Aveva convinto la correntista a farlo spiegandole che la carta non era più valida. Una motivazione che non aveva insospettito l'anziana donna, proprio in virtù della fiducia che nutriva verso l'operatrice. Credeva che le stesse dando aiuto, invece la stava derubando.
Con quella carta bancoposta, durante l'orario di servizio, l'impiegata ha effettuato tre prelievi da 600 euro ciascuno.
Al termine delle indagini, la dipendente delle Poste è stata denunciata per i reati di peculato e indebito utilizzo di carte di credito.