Prosegue a buon ritmo la campagna vaccinale, nel Lazio nel tentativo di recuperare il terreno perduto nei giorni dello stop ad AstraZeneca. L'assessore Alessio D'Amato annuncia, infatti: «viaggiamo ad oltre 20.000 somministrazioni al giorno e oggi (ieri, ndr) andiamo verso le 845.000». Nella Asl di Frosinone sono 57.021 le vaccinazioni eseguite finora, con un incremento giornaliero di 1.415, su un totale regionale di 845.283 di cui 22.733 effettuate nelle ultime 24 ore. Ammontano a 249.804 le persone che hanno ricevuto entrambe le dosi. Si registrano 64.752 prenotazioni effettuate in provincia di Frosinone con un crescita, rispetto a lunedì, di 2.231.

Il Lazio, peraltro, fa sapere l'assessore «è la regione che ha vaccinato più pazienti onco-ematologici in trattamento, secondo il rapporto presentato dalla confederazione oncologi, cardiologi e ematologi (Foce)». E il presidente della Foce, Francesco Ccognetti dice: «ringraziamo l'assessore D'Amato per la sensibilità dimostrata a tutto vantaggio dei nostri pazienti fragili che non possono attendere oltre per avere il vaccino. L'esperienza del Lazio possa servire da stimolo alle altre regioni per colmare divari che rischiano di diventare inaccettabili».

Intanto, nel Lazio è attivo anche il servizio di prenotazione dei vaccini tramite app: «da oggi (ieri, ndr) è possibile effettuare la propria prenotazione per il vaccino anti Covid utilizzando anche la app Salutelazio. Sono già più di 1.000 le prime prenotazioni al vaccino anti Covid effettuate tramite la app Salutelazio scaricabile sia per Ios che per Android», precisa l'assessore D'Amato. Tuttavia, resta il problema degli approvvigionamenti dei vaccini. E infatti D'Amato annuncia «problemi con i quantitativi del vaccino (AstraZeneca, ndr) per tutto il mese di aprile».
Sul fronte delle vaccinazioni over 80, invece, «superata la quota delle 306.000 vaccinazioni over 80 che rappresentano oltre 88% delle persone prenotate over 80 e circa il 30% ha già ricevuto anche la seconda dose - insiste D'Amato - Siamo la regione che ha vaccinato più anziani».

A proposito di AstraZeneca dopo la diffusione dello studio americano che considerava efficace al 79% il vaccino sui casi meno gravi e del 100% su quelli gravi e critici, ieri è arrivata una parziale retromarcia. Secondo un comunicato del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid), la principale agenzia statunitense sulle malattie infettive guidata da Anthony Fauci - informa l'Adnkronos - Astrazeneca potrebbe aver «incluso informazioni obsolete» nei risultati della sperimentazione clinica del vaccino anti-Covid negli Stati Uniti, che potrebbero aver fornito «una visione incompleta dei dati di efficacia».

«Questo probabilmente è un vaccino molto buono», ha dichiarato Fauci in un'intervista alla Abc, ma l'organismo preposto al monitoraggio dati e sicurezza «si è preoccupato» del fatto che i dati contenuti nella dichiarazione pubblica di AstraZeneca «fossero in una certa misura superati e potessero in effetti essere in una certa misura fuorvianti».

Subito è arrivata la risposta da parte di AstraZeneca: «Ci impegneremo immediatamente con il Comitato indipendente per il monitoraggio della sicurezza dei dati (Dsmb) per condividere la nostra analisi primaria con i dati più aggiornati sull'efficacia. Intendiamo pubblicare i risultati dell'analisi primaria entro 48 ore. I numeri pubblicati ieri (lunedì, ndr) - ha aggiunto l'Adnkronos citando AstraZeneca - si basavano su un'analisi ad interim prestabilita con cut-off dei dati al 17 febbraio. Abbiamo esaminato la valutazione preliminare dell'analisi primaria e i risultati erano coerenti con l'analisi ad interim. Stiamo ora completando la convalida dell'analisi statistica».