Poche luci, molte ombre, tanta rabbia e delusione. Questo il "sentiment" nel mondo degli operatori economici della città termale che trova totale conferma su scala nazionale all'esisto del "Decreto Sostegni", annunciato dal premier Mario Draghi. Dopo giorni di aspettative è giunto il triste risveglio davanti alla realtà.
«Dopo il "Decreto Legge Sostegni" siamo fortemente delusi e non ne capiamo il senso.

Aiutare con poche migliaia di euro aziende che hanno perso milioni di fatturato è un inutile spreco di denaro pubblico - il commento tranchant di Roberto Necci, vice presidente di Federalberghi Roma - molte aziende non riapriranno più e li sarà il dramma». Questo purtroppo è il grave rischio che corrono molte aziende fiuggine del settore alberghiero perché come sentenzia Ivan De Beni presidente di Federalberghi Veneto: «Per l'ennesima volta ci sentiamo presi in giro. Siamo ancora una volta di fronte ad un decreto che dimostra la mancanza di volontà ad aiutare il settore turismo. Erano stati comunicati aiuti globali con numeri da capogiro che in qualche modo ci avevano illuso, ma purtroppo alla luce dei fatti ci si rende conto che effettivamente quello che è stato destinato al settore turismo e alla singola azienda sono solo briciole».

Nervi tesi tanto che intervenendo sul tema il presidente nazionale di Federalberghi Bernabò Bocca ha già chiesto un revisione urgente dello stesso.
Perché a conti fatti e considerati tutti i vari scaglioni, gli albergatori di Fiuggi, così come tutto il mondo della ristorazione con i rimborsi previsti a non riusciranno neanche a coprire i costi vivi della gestione, personale, Imu ed altre imposte e tasse comprese. Con la sola certezza che nel prossimo ponte di Pasqua ancora una volta se ne resteranno con le mani in mano obbligati come sono a rispettare le norme di contenimento previste nelle regioni di colore rosso. Perché paradosso dei paradossi quando gli è stato consentito di rimanere aperti gli hanno "chiuso i clienti" impossibilitatati negli spostamenti da città in città o interregionali. Per molti di loro la morte certa.