Dai domiciliari al carcere. Aggravamento della misura per Ernesto Barile, quarantenne di Frosinone. All'uomo sono stati contestati contatti con pregiudicati. E, sempre stando alle accuse, per avere questi contatti avevano creato come base lo studio di un dentista dove di volta in volta si incontravano dopo aver ottenuto l'autorizzazione dal gip per lasciare il domicilio dove erano ai domiciliari. Per il frusinate si sono quindi aperte le porte del carcere.

La ricostruzione
I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale hanno arrestato Barile in esecuzione dell'ordinanza di aggravamento della misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico con quella della custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale di Frosinone il 18 marzo. Provvedimento scaturito, come detto, a causa delle plurime violazioni al regime cui il quarantenne era sottoposto, opportunamente documentate e comunicate all'autorità giudiziaria dai militari operanti.

I precedenti
L'uomo, già censito per reati inerenti gli stupefacenti, rapina aggravata, estorsione truffa ed altro, era già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico poiché, nel mese di luglio 2019, si era reso responsabile di deflagrazione di una bomba carta ed incendio nei confronti di un'attività commerciale sita in Frosinone. A Barile vennero contestate anche le minacce e lesioni personali provocate circa un anno e mezzo fa al titolare dell'attività commerciale e ai familiari del commerciante.
Ora l'aggravamento della misura e dai domiciliari è finito in carcere. Ernesto Barile è difeso dall'avvocato Tony Ceccarelli.