Classe 1921, sopravvissuto alla guerra per la quale partì dopo solo dieci giorni dal matrimonio. Sopravvissuto alla malaria. Al fianco dei tedeschi per combattere contro i partigiani. Si vide puntare le armi alla tempia, si salvò gettandosi da un dirupo dentro un fiume.

Rischiò persino di essere giustiziato, incappato di nuovo nei partigiani, ma poi graziato e divenuto cuoco.
Finita la guerra divenne schiavo di una famiglia greca per cinque anni. Riuscito poi a scappare tornò dalla sua amata moglie, Grazia Cervoni, che nel suo cuore ha sempre sperato di poterlo riabbracciare.

Tutti racconti di vita vissuta che ancora oggi Michele Sili, originario de La Lucca, ricorda con le lacrime agli occhi. Un grande esempio per tutta la sua famiglia che oggi, in attesa di poterlo festeggiare come merita, gli rivolge tantissimi auguri di buon compleanno per il traguardo raggiunto: quello dei cento anni.

Una famiglia longeva la sua. Suo padre è morto all'età di 90 anni, madre centenaria. Otto fratelli e tre quasi vicini al traguardo dei cento anni. Una vita di sacrifici quella di Michele, ha lavorato nei campi fino all'età di venti anni, per poi partire in guerra e vivere anni difficili e duri, fino a ricongiungersi con la sua amata famiglia, con la moglie e tutti i familiari.

Un esempio per i suoi cari, che avendo accanto un "nonno" così speciale hanno capito ancor di più che gli anziani sono un patrimonio di saggezza impagabile.