I sindacati dei metalmeccanici insistono sulla richiesta di convocazione da parte del Governo. Il settore dell'automotive, del resto, è stato il più colpito dalla crisi dell'ultimo anno. Le ripercussioni economiche si sono fatte sentire sulle vendite di auto in maniera consistente.

Spiegano i sindacati: «Subito dopo l'insediamento del governo Draghi abbiamo immediatamente sollecitato la convocazione dei tavoli di confronto che riguardano crisi di aziende di rilevanza nazionale e di settori strategici per la nostra economia, come automotive, aerospazio e siderurgia. Ma è trascorso ormai un mese e la situazione è drammaticamente peggiorata non solo per il precipitare di queste vertenze, ma anche per tutte le altre crisi aziendali che purtroppo non sono state minimamente affrontate. È per tali ragioni che abbiamo inviato una lettera unitaria ai ministri dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e del Lavoro, Andrea Orlando, per chiedere di essere convocati in tempi brevi per scongiurare situazioni di tensioni e ingovernabilità nei territori interessati.

Senza risposte immediate queste vertenze rischiano di essere del tutto compromesse con gravi danni occupazionali e sociali. In assenza di risposte e di una formalizzazione di incontro, venerdì alle 10 - spiegano in una nota unitaria Roberto Benaglia, segretario generale Fim-Cisl, Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Rocco Palombella, segretario generale Uilm-Uil - ci autoconvocheremo al ministero dello Sviluppo economico insieme a una delegazione delle nostre strutture nazionali con l'obiettivo di essere ricevuti».

Le reazioni
A Cassino, poi, ci sono anche altri fattori a causare maggiore preoccupazione. Riguardano lo stabilimento Fca Cassino Plant e più in generale il gruppo Stellantis.
Fernando Uliano della Fim-Cisl e Michele De Palma della Fiom-Cgil seppur con accenti e sfumature diverse, quasi all'unisono dicono: «Adesso Tavares faccia chiarezza sul piano industriale». Il leader dei metalmeccanici Cisl non ci gira intorno e dice: «Ci sono segnali che ci preoccupano legati sia alla flessione dei volumi sia per le ricadute della pandemia sul mercato dell'auto. Per noi l'aspetto prioritario sono le prospettive future degli stabilimenti italiani e la difesa dell'occupazione».

Dalla Cgil gli fa eco il leader della Fiom Michele De Palma: «Tavares ha annunciato che il piano arriverà non prima di fine 2021 ma noi vorremmo capire prima come saranno distribuite le produzioni e quali saranno destinate agli stabilimenti italiani e non ricevere un piano già scritto, prendere o lasciare».

E ancora, sottolinea De Palma: «Ci preoccupa la mancanza di comunicazione dal management di Stellantis. Tavares ha parlato dei costi industriali eccessivi degli stabilimenti italiani, ma non ha specificato a quali costi si riferisca né come intenda ridurli».

Sos indotto
Dalla Uilm interviene invece Gennaro D'Avino, Rsu della Tiberina, che accende i riflettori sull'indotto.
Prima si leva qualche sassolino dalla scarpe in merito allo sciopero indetto nei giorni scorsi da Fim, Fiom e Fismic: «La loro mobilitazione è durata solamente 4 ore e hanno coinvolto nel sit-in soltanto 33 lavoratori su 128, questo vuol dire che non hanno avuto la forza di andare avanti. Preciso ancora una volta che noi della Uilm, già nel 2020, avevamo messo in guardia su quell'accordo e che in ogni caso il premio di risultato verrà erogato a luglio. Nessun risultato è stato raggiunto con quello sciopero, è servito solo per un selfie».

Poi D'Avino allarga lo sguardo sull'intero indotto e spiega: «La situazione è difficile, tutto dipende da come andrà lo stabilimento Cassino Plant. Certo, con il nuovo modello, il suv Grecale, non ci aspettiamo una grande mole di lavoro perchè si tratta di una macchina di segmento premium che dunque non potrà avere una grandissima produzione giornaliera. Come Tiberina Cassino stiamo lavorando anche per Pomigliano.
Giunge voce che Stellantis vorrebbe anche portare all'interno qualche produzione, questo sarebbe un altro duro colpo per l'indotto ma ci rendiamo conto che ci vorrà tempo e pazienza per vedere una vera ripresa dell'automotive».