Scende leggermente il numero dei positivi, ma la guardia resta comunque alta. Il bollettino diffuso ieri dall'Azienda sanitaria parla di 175 nuovi positivi su 1.883 tamponi effettuati, di 244 nuovi negativizzati e di due decessi: una donna di 92 anni residente a San Giorgio a Liri e una donna di 85 anni residente a Castelliri.

Con i numeri di ieri il totale dei casi della settimana si attesta a quota 1.343 (con una media di 191 casi al giorno), in calo del 22,06% rispetto ai sette giorni precedenti, al termine dei quali il dato è stato di 1.734. Scende anche il tasso di incidenza che passa da 354.60 a 274.43 (15-21 marzo), avvicinandosi a quella soglia di 250 che è il limite dal quale scattano le istituzioni delle zone rosse. Per poter tornare sotto il tasso di incidenza di 250 è necessario che la media di nuovi positivi al giorno sia di 174.

Intanto, riguardando al bollettino di ieri, Frosinone si conferma la città che ha fatto registrare il record giornaliero di positività: 32; a seguire Alatri con 19, Veroli con 14, Anagni e Isola del Liri 14, Fiuggi e Sora con 7, Ferentino, Monte San Giovanni Campano e Vallecorsa con 6, Ceprano con 5, Ceccano con 4, Arce, Arpino, Boville Ernica, Broccostella, Cassino, Pastena, Patrica, Piglio, Pofi e Roccasecca con 3, Alvito, Giuliano di Roma e Paliano con 2, mentre con 1 sono entrati nel computo del giorno Amaseno, Castrocielo, Guarcino, Picinisco, Pico, Piedimonte San Germano, Pontecorvo, San Donato Val di Comino, Sant'Elia Fiumerapido, Santopadre, Torre Cajetani, Torrice, Villa Latina, Villa Santa Lucia.

Per quanto riguarda il resto del territorio regionale, la Regione Lazio, ieri, ha comunicato che «nelle province si registrano 529 casi e sono quattro i decessi nelle ultime 24 ore. Nella Asl di Latina sono 176 i nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano due decessi di 85 e 88 anni con patologie. Nella Asl di Viterbo si registrano 76 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Nella Asl di Rieti si registrano 102 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto».

Analizzando il fronte vaccini, lo stop di quattro giorni per il vaccino AstraZeneca in Italia ha segnato una battuta d'arresto nella campagna di vaccinazione in corso nel Paese, ma l'obiettivo, ha spiegato il commissario straordinario per l'emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo, resta quello di «raggiungere le 500.000 vaccinazioni al giorno dalla terza settimana di aprile». Perché già da venerdì scorso, dopo il via libera di Ema e Aifa al prodotto anglosvedese, «stiamo recuperando e ora ci sarà una forte accelerazione». E si punta ad arrivare all'80% di immunizzati «entro fine settembre».

«Per gli arrivi dei vaccini ci siamo - ha sottolineato ancora il commissario - ed è confermato l'arrivo per fine mese di 7 milioni di vaccini a fronte dei 6 milioni e mezzo circa di febbraio e gennaio. Quindi c'è una forte accelerazione». Il vaccino anti Covid «Johnson & Johnson arriverà nella seconda metà di aprile, con una quantità limitata che poi andrà aumentando tra maggio e giugno», ha spiegato ancora Figliuolo .

Quanto alle temute rinunce alla vaccinazione con AstraZeneca, ha continuato Figliuolo, «in alcune regioni è al 20% e in altre è zero, non ci sono state affatto». Fino a venerdì «avevamo un 20 per cento in meno su qualche regione, qualche altra al 10 per cento, molte regioni come il Lazio non hanno avuto neanche una rinuncia - ha precisato Figliuolo -. Mi fermo qua però, sono stime. L'obiettivo - ha quindi ribadito - è 500.000 vaccini dalla terza settimana di aprile, poi se siamo ancora più bravi cercheremo di incrementarli ancora più avanti».

Riguardo alle vaccinazioni, «non ci sono regioni più indietro di altre, ma ci sono regioni che hanno avuto problemi organizzativi che stanno risolvendo» e «ritengo che procederanno in linea con il piano. Insieme con il capo della Protezione Civile, l'amico Fabrizio Curcio, stiamo facendo delle survey per vedere come potere, organizzativamente, sopportarle meglio. Nei rapporti con i presidenti delle Regioni devo dire che ci stiamo mettendo d'accordo bene per andare al passo con il piano» ha concluso Figliuolo.

A livello nazionale, dall'inizio del mese di marzo, riferisce una nota dell'ufficio del commissario straordinario per emergenza Covid, il numero di punti vaccinali è cresciuto di circa il 25%, passando da 1510 a 1868, e nello stesso periodo è stato superato il numero di 3 milioni di dosi somministrate, portando a 7,5 milioni il numero totale di persone che hanno ricevuto il vaccino dall'inizio della campagna.
Oggi, intanto, cambia la mappa dei colori dell'Italia. In zona rossa ci saranno ancora Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, la provincia di Trento, Piemonte, Puglia, Veneto. In zona arancione invece Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, la provincia di Bolzano, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle Aosta, Sardegna e Molise. Il decreto varato la scorsa settimana dal Governo non prevede la zona gialla.

Ad avere misure più "soft" questa settimana sarà solo il Molise che, spostandosi nella fascia intermedia, potrà riaprire le scuole. La Sardegna invece, unica regione ad aver sperimentato la zona bianca, deve fare nuovamente i conti con restrizioni e vincoli più rigidi per bar e ristoranti.