Abusi sulla figlia della convivente. Cinquantasettenne chiamato a comparire in aula il prossimo 8 giugno per l'udienza preliminare: per l'accusa l'uomo avrebbe approfittato della ragazzina. Attenzioni "particolari", secondo il complesso quadro accusatorio, quando la madre era fuori per lavoro. Divenute più di "semplici" attenzioni dopo i suoi diciotto anni. Denunciate - però - solo quando la presunta vittima del Cassinate a vent'anni decide di andare via di casa, dopo che la madre - in realtà - lo aveva fatto già da tempo.

Secondo quanto riferito dalla presunta vittima agli inquirenti, le attenzioni morbose e poi le violenze vere e proprie, avrebbero avuto luogo proprio in casa. In quella casa di un paese del Cassinate dove la madre conviveva allora con l'uomo. Allora, però, era il convivente della madre e per lei indubbiamente era un punto di riferimento. Quando la ragazzina compie vent'anni prende coraggio e racconta tutto.
Da questo momento in poi la storia cambia: prima una denuncia nei confronti di quell'uomo che ha oltre il doppio dei suoi anni. Poi l'apertura di complesse indagini volte a indicare elementi e a cercare prove per sostanziare un quadro terribile. Accuse, ovviamente, tutte da dimostrare.

La procura di Cassino - dopo delicati accertamenti coordinati dal pm Siravo - chiude le indagini nei confronti dell'uomo, assistito dall'avvocato Antonio Ceccani, dopo aver cristallizzato il racconto della ragazza con un incidente probatorio. Ancora qualche mese d'indagine prima di chiudere il cerchio.
Il cinquantasettenne, su invito dell'autorità inquirente, era stato ascoltato per chiarire la sua posizione, per poter mettere a fuoco molti elementi di una vicenda a dir poco delicata, dove i rapporti tra i coinvolti e le imputazioni stridono ancor più per i ruoli e per le posizioni.

Quindi il decreto che dispone il giudizio, su richiesta del pm Siravo, e la fissazione dell'udienza preliminare all'8 giugno. Ora l'uomo ha facoltà di prendere visione degli atti e di presentare memorie attraverso il suo avvocato Antonio Ceccani.