Delitto Mollicone, il processo è iniziato e non si torna indietro. Nessun depistaggio, nessun impedimento, nessun imprevisto: il processo per la morte di Serena verrà celebrato. A vent'anni dalla sua tragica scomparsa si cercherà di ricostruire una verità giudiziaria affatto facile.

Quella di ieri, con uno dei processi più attesi dell'ultimo mezzo secolo, è stata per la famiglia già una importante conferma: la battaglia di Guglielmo, venuto a mancare alla fine dello scorso mese di maggio, non è stata vana perché il caso non è stato archiviato.

E dal prossimo 16 aprile prenderà il largo nella sede dell'ateneo di Cassino, certamente più idonea a ospitare le tante parti presenti tra imputati, difensori, consulenti tecnici e parti civili.

La mattinata e le reazioni
Il palazzo di giustizia di Cassino sin dalle primissime ore di ieri era a dir poco blindato: polizia, vigilanza e carabinieri. Presente anche un'unità mobile dell'Arma.
Parti civili e avvocati entrano alla spicciolata; almeno un'ora prima dell'inizio c'è già fermento. Si attende l'arrivo dei Mottola l'ex maresciallo Franco, la moglie Anna Maria, il figlio Marco chiamati a rispondere di omicidio volontario in concorso e dei due ufficiali coinvolti Vincenzo Quatrale (accusato di concorso morale nell'omicidio di Serena e di istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi) e Francesco Suprano (a processo per favoreggiamento).

Soltanto quest'ultimo varca le porte del cancello d'ingresso: «Con la massima tranquillità» risponde laconico ai cronisti che gli chiedono come stia per affrontare l'udienza. Poi scompare, accanto al suo avvocato Cinzia Mancini che lo assiste insieme a Emiliano Germani dopo l'ultimo controllo della Urban Security che ha triplicato la presenza. I Mottola non si vedono e non arriveranno: in compenso la difesa c'è quasi al completo con gli avvocati Francesco Germani, Mauro Marsella e il portavoce del pool, il professor Carmelo Lavorino.

Prima dell'ingresso gli avvocati di Quatrale, Francesco Candido e Paolo D'Arpino, dichiarano: «Non sarà facile ma l'affronteremo, il nostro cliente è nel giusto». Poi aggiungono: «Tra testi e consulenti sono circa 50 quelli citati». Che insieme a quelli degli altri sfonderebbero quota 250. «Che idea mi sono fatto? Che i Mottola sono innocenti, come ho sempre detto» ha aggiunto senza fermarsi l'avvocato Francesco Germani.

Arriva Antonio Mollicone, fratello di Guglielmo, insieme all'avvocato Dario De Santis, alla nipote Consuelo con l'avvocato Sandro Salera e all'avvocato Federica Nardoni per Armida, l'altra sorella di Guglielmo. Dentro già c'è Maria Tuzi con Fabio, rappresentati dall'avvocato Elisa Castellucci. Nell'attesa spunta un nome nuovo tra i consulenti: ci sarà anche la dottoressa Roberta Bruzzone tra i consulenti di parte civile, proprio per Armida. Un nome noto, come quello del generale Luciano Garofano per De Santis e, per i Mottola, Carmelo Lavorino.

Si preannuncia una complessa battaglia di perizie.
Il processo ha inizio. Sono appena passate le 10.30: prima il giuramento dei giudici popolari. L'avvocato Sandro Salera si rende conto all'ingresso che uno dei giudici popolari (supplente) era un suo cliente: lo segnala al presidente e in pochi minuti viene decisa la sostituzione. Si parte: il processo è aperto. Meno di mezz'ora e i legali sono tutti fuori.

Il pensiero prima e dopo l'udienza va a Guglielmo e a Serena. E quelle scritte apposte ieri mattina sulle panchine rosse contro la violenza, fuori dal tribunale, omaggio di un imprenditore della zona hanno raccontato il sentimento di un'intera comunità. E forse dell'Italia intera.

Una udienza a settimana
«L'aula non era idonea per le numerose parti presenti (tra imputati, parti civili e difensori): dunque la prossima udienza sarà trattata in un'aula dell'Università di Cassino - ha spiegato l'avvocato Sandro Salera all'uscita dal tribunale - E in quella sede ci saranno le eccezioni sulla costituzione di parte civile e quelle di merito. Dopo l'udienza del 16, sono state già previste altre due date: il 23 e il 30 aprile».

Diverse le eccezioni sollevate: «Era necessario verificare alcune questioni preliminari tra cui la legittimità della costituzione di parte civile. Si è aggiunta anche la costituzione del Comune di Arce: le difese devono valutare afferma l'avvocato Germani, difensore di Suprano con l'avvocato Mancini Il giudice ha ritenuto valida questa osservazione e ha concesso dei termini fino al 29 marzo per dedurre sulla nostra richiesta di estromissione delle parti civili».

«Di tutte le parti» gli fa eco l'avvocato Mancini.
Non solo dell'Arma nei confronti di Marco e Annamaria, come sarà chiesto dai Mottola. «Poi le repliche, fino all'8 di aprile. Quindi il 16 la discussione e le eccezioni preliminari. Poi con una cadenza settimanale si andrà avanti. Il nostro assistito è pronto: non ha mai avuto dubbi e neppure noi; è stato prosciolto per la stessa accusa non più tardi di qualche anno fa. A nostro giudizio sarà, con una sentenza di merito, assolto anche ora».