Con il volto tumefatto, graffi sul collo, labbro inferiore gonfio e i segni che non si vedono, ma fanno male, quelli che inevitabilmente restano dentro. Ma lei ha trovato la forza. Dopo un'altra aggressione. Ha trovato quel coraggio che l'ha portata a dire basta. Basta alla violenza.

Con la voce interrotta dal pianto ha telefonato al 113 e ha chiesto aiuto sostenendo di essere stata picchiata dal marito. Nella sua abitazione sono arrivati subito gli agenti, mentre un'altra pattuglia si è messa sulle tracce del giovane, un ventitreenne di origine albanese.

È stato bloccato da una pattuglia delle Volanti vicino all'abitazione, mentre a bordo di un'Audi si dirigeva verso il centro cittadino. Per lui è scattato l'arresto con l'accusa di maltrattamenti in famiglia.

Ieri l'udienza per direttissima e il giovane ha risposto a tutte le domande, fornendo la sua versione. Ha negato ogni accusa sulle violenze, e ha sostenuto che andava a casa della donna, con cui non viveva più da mesi, solo per vedere il figlio. Ha confermato solo i litigi, a suo dire scaturiti dal risentimento della donna, con cui si stava separando, perché lui aveva un'altra relazione.

Per il ventitreenne, difeso dall'avvocato Riccardo Masecchia, è stato disposto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla frusinate, in attesa del processo.

La ricostruzione
L'uomo, stando alle accuse, dopo aver scaricato il suo impeto anche contro il portone di casa danneggiandolo a calci, (episodio questo da lui stesso confermato ieri durante l'udienza davanti al tribunale collegiale di Frosinone) si era allontanato a bordo della sua auto, di cui venivano indicati modello, colore e targa. L'operatore della sala operativa immediatamente ha diramato la nota alle Volanti presenti sul territorio.

Una pattuglia ha subito raggiunto la casa della frusinate, che è stata soccorsa dal personale del 118 in quanto visibilmente agitata e tumefatta al volto, con il labbro inferiore gonfio e graffi sul collo. La donna ha riferito ai poliziotti intervenuti che prima di allora non aveva mai trovato la forza di denunciare il coniuge, nonostante già in passato fosse stata picchiata selvaggiamente e minacciata.

Nel frattempo un'altra pattuglia ha intercettato la macchina segnalata e il marito è stato arrestato.
Dopo l'udienza, come detto, è stato rimesso in libertà e per lui è stato disposto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna.