È finita da poco la prima udienza del processo Mollicone. Una udienza lampo, in cui c'è stata la richiesta di costituzione come parte civile del Comune di Arce e alcune opposizioni da parte degli imputati. Poi un rinvio al 16 aprile ma in Ateneo per consentire anche alla stampa di accedere. Quindi la fissazione di altre due udienze. Presenti gli avvocati di parte civile, De Santis e Salera, e i legali degli imputati: Germani con il professor Lavorino, Candido, D'Arpino, Germani e Mancini. Unico imputato presente, Suprano. Toccanti le parole dell'avvocato De Santis. 

La prima udienza del processo Mollicone sta per iniziare. Forte la tensione, l'emozione si sente nell'aria nonostante sia un processo a porte chiuse. A fine luglio - lo ricordiamo - erano stati rinviati a giudizio l'ex maresciallo Franco Mottola, il figlio Marco e la moglie Anna Maria, Vincenzo Quatrale e Francesco Suprano. A gennaio l'ennesimo slittamento dell'udienza. E la decisione del presidente Capurso di ritirare le sue dimissioni anticipate dalla magistratura, già rassegnate il 25 settembre, per consentire al processo di prendere il largo. Ora a dover essere bilanciata è la tutela del bene più prezioso e la libertà di stampa, in un tribunale dove le regole anti Covid sono rigorosissime, tra udienze contingentate e l'uso di app e tecnologie per evitare contatti. Così i giornalisti restano fuori ma racconteranno ancora una volta ogni singolo passaggio di un processo aperto a quasi vent'anni dalla morte di Serena Mollicone. Proprio oggi, giorno della festa del papà, in cui il maestro Guglielmo - che si è battuto con le unghie e con i denti per la verità - non c'è più. Ma solo fisicamente.

di: Cdd