Ci sono molti modi di raccontare un avvenimento, ancor più quando si tratta di eventi che segneranno per sempre un prima e un dopo nella storia e nel destino degli uomini. Come la terza battaglia di Montecassino. Ciò che venne raccontato sul fronte Cassino rappresenta gran parte della narrazione bellica dell'intero conflitto, dai ricordi personali dei superstiti alle testimonianze dei soldati e dei generali, al celebre documentario di John Houston. Ciò che forse pochi sanno è che Cassino e le sorti di una intera nazione sono stati anche raccontati "dall'alto".

Grazie alle foto conservate in Aerofototeca nazionale - scattate dalla Mediterranean Allied Photo Reconnaissance Wing - è infatti possibile ripercorrere le tragiche vicende della città di Cassino, un tempo «ritenuta intoccabile per la sua vicinanza ad un monumento da preservare e divenuta invece una città martire a causa di errori di valutazione strategici, sacrificata sull'altare della "giusta causa" per obiettivi bellici» ricordano nella recente pubblicazione dell'istituto che ha riproposto il volantino della V armata lanciato dagli alleati il 14 febbraio del '44.

«"15-MAR- '44, 10.45": queste sono la data e l'ora riportate sulla foto che documenta da 6 chilometri di altezza (20.000 piedi di quota) quella che è probabilmente la più controversa delle battaglie concepite per disarticolare la linea Gustav, la terza battaglia di Montecassino» spiegano ancora dall'Aerofoteca nazionale, il maggior archivio aerofotografico civile italiano, memoria visiva del territorio.

Grazie alle foto oggi conservate in Aerofototeca nazionale, infatti, abbiamo avuto un altro punto di vista su una delle battaglie più cruente mai raccontate prima, grazie a Mediterranean Allied Photo Reconnaissance Wing. «Il fondo è composto di due collezioni - spiegano ancora - quella pervenuta in deposito dalla British School at Rome e quella donata dalla American Academy in Rome. Entrambe sono composte di foto aeree scattate durante la II Guerra mondiale dalle forze aeree alleate».