Il turismo va più veloce delle infrastrutture, ma potrebbe presto incrociarle! Almeno ha già pronto il lavoro da presentare alla Regione Lazio per unire sotto un unica "casa" le perle di due territorio realmente contigui, per storia, cultura e natura. «È indubbio, il pontino è più legato al Cassinate rispetto a Latina come pure la città martire al pontino rispetto a Frosinone. Ed è la storia che ce lo ricorda», conferma l'assessore alla cultura Danilo Grossi.

Storia che ha visto queste terre appartenere al regno Borbonico, svilupparsi sotto le stesse insegne, appartenere all'Alta Terra di Lavoro e poi i percorsi religiosi, le "vestigia" benedettine, la comunità monastica di Montecassino legata alla città formiana dove è sepolto Sant'Erasmo, la linea Gustav che divideva in due l'Italia, gli scambi economici e sociali, il tribunale unico.

L'occasione è arrivata da un bando regionale, che scade il 12 aprile, quello sulle Destinazioni Turistiche, un avviso pubblico per gli enti pubblici e i soggetti privati che hanno a cuore il rilancio turistico della regione. L'obiettivo è quello di valorizzare le eccellenze presenti nei suoi più importanti segmenti (culturale, artistico, archeologico, storico) attraverso la creazione di una Dmo Destination Management Organization.
E le istituzioni del territorio della bassa Provincia si sono subito messe all'opera.

Una proposta condivisa tra Parco Naturale dei Monti Aurunci (scelto come soggetto responsabile), l'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, i comuni di Gaeta, Minturno e Cassino. «È proprio la vocazione del bando che porta i territori a mettersi insieme, pubblico e privato, per creare successivamente una Fondazione che possa essere di sviluppo e promozione turistica territoriale. Abbiamo colto questa occasione per valorizzate il legame terra-mare proprio per creare, per la prima volta, un ente pubblicò-privato che abbia l'istituzionalità ma anche la freschezza e la dinamicità che arriva dai privati. Che possa legare tutto il Lazio meridionale come vorremmo fare con le infrastrutture». Ma mentre quei tavoli sono ancora in una fase iniziale del lavoro, spesso paralizzati anche dalle emergenze legate al Covid, sul turismo si è già confezionata l'idea «che può avere la possibilità di unire i territori, in percorso di legame già esistente».

Il progetto
Al progetto hanno già dato la loro adesione il Parco Regionale Riviera di Ulisse, i comuni di Spigno Saturnia, Itri, Castelforte, Santi Cosma e Damiano ma è aperto ad altri enti locali del Lazio Meridionale che vorranno arricchire con la loro presenza, la progettualità e i contenuti. L'idea è quella di uno sviluppo futuro infrastrutturale che porterà a unire questi territori a cavallo di due province ma di fatto accomunati da storia, lingua e cultura, progettualità su cui si sta lavorando anche con il recovery plan.

Una storia comune segnata ad esempio dai cammini su cui tanto sta investendo la Regione Lazio. C'è la via Francigena del Sud, che unisce i grandi centri di Gaeta e Cassino con Minturno e numerosi piccoli borghi del Parco Naturale Monti Aurunci, attraverso un itinerario di assoluto pregio paesaggistico. Ma anche il Cammino di San Benedetto o la via Appia Antica, sul cui tracciato sembra davvero di rivivere la storia.
Dei numerosi ambiti di interesse individuati dal bando, la compagine di enti ha ritenuto di voler investire su tre in particolare.

Il turismo culturale identitario, perché il territorio è ricco in parchi archeologici, musei e luoghi della cultura, per non parlare del turismo religioso che ha segnato la fisionomia di cittadine come Cassino, ma anche piccoli borghi, pensiamo ad esempio al Santuario della Madonna della Civita immerso nell'area naturale protetta del parco Monti Aurunci, alla chiesetta di San Michele Arcangelo a Maranola.
I luoghi della memoria e il turismo di ritorno, perché questo è un territorio di emigrazione. E si intende creare dei pacchetti turistici ad hoc pensati per i numerosi emigrati ancora legati al paese natio. O ai numerosi stranieri che nel viaggio di scoperta sui luoghi della II Guerra Mondiale dove hanno combattuto gli antenati visitano la celebre abbazia di Montecassino e i cimiteri di guerra.

L'importanza della linea Gustav, che partiva da Minturno, attraversava i monti Aurunci e Cassino dove si sono avute le battaglie più cruente per poi terminare ad Ortona in Abruzzo. Ma anche proposte di sport, natura, itinerari, ecoturismo. Uno strumento di reale promozione, anche e soprattutto attraverso la proposta di nuovi pacchetti e proposte turistiche destagionalizzate, fruibili durante tutto l'anno, ad esempio intercettando il settore crocieristico dal rinnovato porto di Gaeta.