"La provincia di Frosinone ha pagato con 454 vite questa durissima battaglia contro il coronavirus. Al cordoglio e al ricordo di chi non c'è più dobbiamo unire la responsabilità e la speranza per uscire al più presto da un'emergenza mondiale che ci vede tutti, ugualmente impegnati a sconfiggere un nemico terribile. La nostra preghiera, oggi, va alle 30 vittime della città di Ferentino, alle 6.255 del Lazio e alle oltre 103.000 di tutto il Paese. Questa è una guerra che possiamo vincere soltanto insieme e nell'assoluto rispetto delle regole: soltanto così potremo risollevarci".

Parole commosse quelle del presidente della Provincia di Frosinone, Antonio Pompeo, che questa mattina, in veste di sindaco di Ferentino e come molti altri primi cittadini del territorio, ha onorato la memoria delle vittime del Covid osservando un minuto di silenzio in piazza Matteotti, davanti alla sede municipale con le bandiere a mezz'asta, indossando la fascia tricolore.

Un'iniziativa sollecitata dal presidente di Anci, Antonio Decaro, a tutti i primi cittadini italiani in concomitanza con la prima Giornata nazionale delle vittime di Covid-19, mentre il presidente del Consiglio Draghi ha fatto visita alla città di Bergamo, la più duramente colpita dalla pandemia.

"Mai come in questo momento di fragilità e sofferenza – ha sottolineato ancora Pompeo – abbiamo il dovere e la responsabilità di fermare il virus. Lo dobbiamo soprattutto a chi ha pagato con la vita questa drammatica emergenza in cui siamo ancora tutti coinvolti. Noi amministratori dobbiamo trasmettere alle nostre comunità e, soprattutto, alle giovani generazioni, un segnale importante di fiducia, speranza e resilienza, onorando il sacrificio di chi, in prima linea, si è battuto sin dall'inizio per sconfiggere il virus. Non rendiamo vano alcuno sforzo, – ha concluso – combattiamo insieme e difendiamo la salute di tutti".