Mancano ancora diversi mesi alle prossime amministrative e alcuni già da qualche tempo ci stanno mettendo la faccia e soprattutto l'attenzione per evidenziare, a loro dire, problematiche irrisolte e opere incompiute. Sotto la lente i locali sotto la piazza di Porrino. Ad accendere i riflettori il candidato a sindaco Emiliano Cinelli e Stefano Velocci del gruppo civico "SiAmo Monte San Giovanni Campano" che, alle prossime elezioni, sosterrà proprio la candidatura a sindaco dell'ex consigliere e assessore.

«Qualcuno ha notizia dei locali sotto la piazza di Porrino? - chiede Velocci - Perché è davvero incredibile come a dieci anni dalla loro realizzazione ancora non si riesca a chiudere questa pagina. Locali nati da un progetto di ampliamento della stessa piazza nel lontano 2010. Terminati qualche anno dopo e dichiarati agibili ormai molti anni, sono stati chiusi (di fatto mai aperto) e lasciati marcire per evitare un investimento di qualche migliaio di euro. Mancherebbe infatti, un ascensore o una piattaforma elevatrice da installare nel vano ascensore già presente e permettere l'accesso alle persone disabili.

Le opere pubbliche sono il motore dell'economia e nel caso dei locali sotto la piazza di Porrino ci si accorge che il "motore" ha il freno a mano tirato, non per colpa della burocrazia ma probabilmente per il disinteresse amministrativo legato anche alla mancata rappresentanza di consiglieri comunali locali negli ultimi cinque anni. Qualsiasi cosa si faccia è necessario farlo con passione e uno degli obiettivi del gruppo "SiAmo Monte San Giovanni Campano" e del candidato sindaco Emiliano Cinelli è quello di terminare tutte le opere incompiute e metterle finalmente al servizio dei nostri cittadini».

Lo stesso Emiliano Cinelli evidenzia come sull'intero territorio «insistano numerose strutture che potrebbero essere utilizzate dalla cittadinanza per le diverse attività. Da quelle di tipo sociale ad altre di carattere culturale. Strutture non del tutto terminate, ma che potrebbero essere completate con investimenti non troppo ingenti.

Non dimentichiamo che si tratta di opere riguardanti la collettività. Qui non parliamo di progetti personali, per cui ognuno di noi è libero di comportarsi a proprio piacimento, magari senza mai riuscire a completarne uno.

Qui parliamo di bene comune e il bene comune significa interesse pubblico. Non è più accettabile che si abbandonino degli obiettivi già fissati. È impensabile che Monte San Giovanni Campano diventi il paese delle opere incompiute, con progetti rimasti al palo ormai da troppo tempo e per i quali servirebbe uno sforzo minimo>.