«Siamo autisti assunti in Ares 118 nel febbraio e aprile dello scorso anno. Siamo stati formati nel centro formazione Ares, poi inviati presso le postazioni di soccorso. Ora, dopo varie proroghe siamo arrivati ad essere licenziati buttando via tutta la nostra esperienza».
Il messaggio
È lo sfogo degli autisti, in tutto sessanta, tra cui una quindicina della provincia di Frosinone, a portare all'attenzione la loro situazione e a lanciare un appello «per non essere "buttati" via perché in questo momento sarebbe una perdita per la sanità e una perdita di occupazione per noi.

Capiamo che c'è un concorso con una graduatoria approvata a febbraio 2021, non pretendiamo scavalcare i passaggi, chiediamo solo di continuare a prestare la nostra maestranza, magari in un'altra figura, oppure rimanere come determinati come per gli infermieri che sono stati assunti dopo di noi e prorogati nonostante ci sia una graduatoria aperta dei vincitori di concorso dell'ospedale Sant'Andrea. È un momento difficile per tutti e mandare 58 persone a casa è un duro colpo per uno Stato che lotta per i posti di lavoro».
Gli autisti tramite agenzia interinale, durante la prima ondata del covid, tra febbraio e aprile 2020, sono stati formati da Ares.

Hanno indossato le divise, si sono messi a disposizione e lo hanno fatto con impegno e determinazione, combattendo anche loro giornalmente con il virus e la paura di essere contagiati. Con la paura di tornare a casa, di evitare l'abbraccio di un figlio, di un caro. Ieri il licenziamento.
Chiedono ora di poter continuare a prestare il servizio, magari con un'altra veste, altre mansioni.
Lo chiedono soprattutto per continuare ad avere un'occupazione in un momento ancora più difficile come quello attuale.