Le decisioni del Tar e i successivi ricorsi da parte di tre vigili urbani stagionali del Comune di Cassino che hanno presentato istanza di stabilizzazione (ai sensi del "decreto Madia") e la querelle politico-giudiziaria che ne ha fatto seguito è cosa nota a Cassino.

Così come la scelta del Comune di aprire procedure concorsuali per 6 posti. La novità, alla luce della complessa battaglia legale dei tre ricorrenti, è la sostanza della decisione del Tar.

I tre vigili chiedevano una stabilizzazione dopo l'approvazione del piano triennale di fabbisogno del personale. Poi il cambiamento delle determinazioni, la scelta del concorso e la "guerra giudiziaria". Il Tar ha dato pienamente ragione al Comune di Cassino ritenendo il ricorso infondato. E ribadendo: «Il concorso pubblico costituisce la forma generale e ordinaria di reclutamento del personale della pubblica amministrazione, atteso che lo stesso è un meccanismo imparziale che offre le migliori garanzie di selezione tecnica e neutrale dei più capaci sulla base del merito in modo da garantire anche l'efficienza dell'azione amministrativa».

Punto, questo, alla base della scelta della squadra di Salera. «Il Tar ci dà ragione su una scelta prima di tutto politica. Coraggiosa ma fatta per il bene della collettività: abbiamo seguito la Costituzione, con la necessità di procedere attraverso i concorsi non solo per i vigili - ha spiegato l'assessore al ramo, Alifuoco -in linea con i principi cardine della nostra amministrazione».

«Pur essendo fermamente convinto della correttezza dell'operato dell'amministrazione ho sempre dichiarato che ci saremmo rimessi alle statuizioni degli organi giurisdizionali» ha aggiunto il sindaco. Nel caso di specie è stato tenuto conto anche del lungo periodo intercorso dalla cessazione del rapporto lavorativo dei ricorrenti. «Al contrario appare esaustiva la motivazione rappresentata dall'amministrazione sostiene il Tar a sostegno della scelta di avvalersi della procedura concorsuale di ampliare al massimo la platea dei partecipanti, selezionare i più meritevoli».