Unire e non dividere; seminare il bene: nelle parole dell'abate Donato. Davanti a quella fiamma accesa che simboleggia la speranza in tempi dove bruciano le fiamme della paura, della disperazione, delle lacrime.
Unire e non dividere, piuttosto uomini coraggiosi, dispensatori di virtù e collaboratori. Perché le maglie strette di una comunità, diventano un "esercito" contro il nemico.

Il richiamo alla Regola quale indicazione di vita, così come alle regole. E è anche il richiamo al Vangelo: «Questa situazione pandemica è lì a dirci quanto necessario sia per noi aggrapparci, ancorarci a questo punto solido che è il Signore Gesù e il suo Vangelo, e farlo diventare nostra regola di vita nelle piccole azioni di ogni giorno».

Norcia, Subiaco e Montecassino, a loro volta, come tre punti luminosi, portatori di speranza attraverso il viaggio della Fiaccola. E l'intercessione al Santo Patrono «perché ci aiuti soprattutto in questo frangente di emergenza sanitaria, ci aiuti a mantenere questa fiducia e a far risplendere la speranza». Con questo spirito la fiaccola andrà allo Spallanzani e a Bergamo.

E davvero simbolico è stato anche il messaggio di papa Francesco alle tre città benedettine per «la provvida iniziativa, auspicando che il significativo gesto, quest'anno così simbolicamente evocativo di un rinnovato desiderio di rinascita, incoraggi a camminare sui sentieri tracciati da San Benedetto e da quanti a lui si sono ispirati, andando incontro a Cristo con gioia». E la benedizione apostolica ai sindaci, ai confratelli, ai promotori dell'iniziativa, estendendola «agli operatori dell'ospedale Spallanzani e all'intera città di Bergamo, con un particolare pensiero per quanti hanno perso la vita a causa del Coronavirus».