Lavorano senza sosta, si trovano di fronte persone di tutti i tipi che chiedono aiuto. Ci sono quelli che ne approfittano ma ci sono tanti che hanno lo sguardo velato dalla vergogna, dal timore di essere giudicati. Un lavoro difficile e delicato che permette di entrare in contatto diretto con chi ti sta di fronte, di segnare per sempre la sua vita, un onore, un onere, sicuramente una grande responsabilità. Durante il primo lockdown sono stata 1.600 le domande presentate per i buoni spesa, dietro queste richieste ci sono migliaia di storie, di paure.

Dietro queste persone c'è un muro di dignità e di contegno. Tra dicembre e febbraio ci sono state altre due finestre di richieste e sono state presentata altrettante domande.
Negli uffici dei Servizi sociali la macchina non si è fermata mai, nonostante le difficoltà, nonostante le criticità create dai pensionamenti e, soprattutto, dagli spostamenti. L'assessore Maccaro sfreccia per i corridoi, con lui l'instancabile Matera e i ragazzi - quelli rimasti - del servizio civile - nascosti da cumuli di carte. Ma cosa è cambiato dal marzo 2020 a quello 2021? Nell'ultimo anno la situazione è sicuramente peggiorata, a farsi avanti, non senza difficoltà, persone "impensabili", con abiti e auto di marca, di quelle che si immagina non abbiano di certo problemi a fare la spesa. Si sono fatte avanti persone che un anno fa hanno aiutato gli altri.

A lavorare con i Servizi sociali il Banco Alimentari che ha un magazzino pieno di alimenti, latte, pasta, olio, formaggio, pelati. I pacchi vanno via ogni giorno, in Comune c'è una stanza che è stata momentaneamente adibita a questa emergenza. In un'altra ci sono pacchi con giocattoli, perché l'emergenza non è solo alimentare, è anche quella vissuta dai più piccoli ai quali da tempo sono negati doni e momenti di gioia. È stata donata una lavagna speciale per permettere a un bimbo speciale di poter svolgere le attività didattiche e anche quattro pc che serviranno ad altrettanti ragazzi a seguire lezioni e non solo. Un'emergenza a 360°. Ogni giorno, quando le luci negli uffici si spengono non è finita, perché la mattina dopo è tutto da rifare e si ricomincia.