«In questo scenario il ruolo dei Comuni è fondamentale e deve essere ulteriormente valorizzato. Il Comune non è solo quel posto in cui si verifica che i positivi facciano solo raccolta indifferenziata, ma ha un ruolo di sostegno economico e fisico, ad esempio aiutando nella spesa e nella consegna dei farmaci, aiutando chi ha difficoltà nelle prenotazioni dei vaccini». Così Stefano Pizzutelli, consigliere di Frosinone in Comune. Si interroga sul ruolo di un amministratore in questo contesto e segue l'evolversi della pandemia in provincia di Frosinone con la puntualità dei numeri. Numeri che fanno parte della sua vita professionale: è commercialista.

Rileva Stefano Pizzutelli: «Innanzitutto ringrazio Ciociaria Oggi per il lavoro di informazione dettagliata che sta facendo in questi mesi. In una situazione come questa la disponibilità di informazioni è fondamentale. I cittadini non possono essere lasciati in balia delle mezze parole, dei si dice, delle chat isteriche, ma devono avere le informazioni per comportarsi al meglio. Ad esempio, avere consapevolezza dei numeri». Sottolinea: «Negli ultimi tempi si sta dando centralità all'incidenza dei casi degli ultimi sette giorni su 100.000 abitanti.

È quel numero che, se superiore a 250, porta direttamente la provincia o la regione in zona rossa. Al 13 marzo in Italia è 260, nel Lazio 195. Nella provincia di Frosinone al 14 marzo è 354. Ci sono dei Comuni con incidenze altissime, fino a 1.700. Con un'incidenza di 1.000 in Italia ci sarebbero 600.000 casi alla settimana, quasi 90.000 al giorno. Un'incidenza di 1.700 vuol dire che in una sola settimana è stato trovato positivo l'1,7% della popolazione, che è un dato abnorme se si pensa che in tutta la pandemia, in Italia, i casi sono stati pari a poco più del 5,2% della popolazione».

Aggiunge: «Incidenze tali dovrebbero consigliare comportamenti da primo lockdown. Ma forse anche un'incidenza di 490. In zona rossa sono vietate le visite a persone fuori dal proprio nucleo familiare. È decisivo. La zona rossa d'altra parte andrà avanti fino a Pasqua e questo è un dramma per coloro che sono obbligati a stare chiusi. Ora, che si chiamino ristori o si chiamino sostegni, credo che debbano arrivare soldi. Un negozio di abbigliamento di Frosinone che sta chiuso per tre settimane deve essere sostenuto dallo Stato, senza ritardi e senza quelle pastoie burocratiche che, lo dico da operatore consapevole, sono odiose e dannose e creano quel senso di sfiducia che poi porta a convincersi che rispettare le regole è da fessi».
Argomenta Pizzutelli: «Dicevo dell'importante ruolo dei Comuni. E ha ragione il dottor Gnesi, medico e sindaco di Pastena: i Comuni devono essere maggiormente coinvolti nella campagna di vaccinazione.

Una campagna di vaccinazione di massa senza coinvolgimento dei Comuni non può essere capillare, fulminea ed efficace come servirebbe. E alla fine, credo che due siano i grandi insegnamenti di questo tempo terribile: il primo è che la sanità pubblica va non solo difesa, ma va rafforzata. Il secondo è il senso di comunità: ormai tutti abbiamo esperienza di un parente, di un amico, che è stato contagiato e la rete di aiuto, di solidarietà e di vicinanza è il mezzo più semplice e più forte per evitare di soccombere».

Una presa di posizione, quella del consigliere Stefano Pizzutelli, che va nella direzione di una necessaria riflessione anche dell'intera politica locale. La pandemia da Covid-19 è l'unico tema del quale si discute in questo momento. Oltre all'aspetto sanitario, preponderante, ci sono anche quelli che riguardano i temi sociali e lavorativi. Ma pure della vita quotidiana. Oggi sapere quanti positivi in sorveglianza domiciliare ci sono in un Comune serve ad organizzare al meglio servizi diventati davvero fondamentali.