Il profondo cordoglio per la morte del carabiniere Roberto Ceci, altra vittima del Covid-19, l'invito a rispettare tutte le regole in zona rossa, ma anche un atto di accusa che suona in modo pesante: l'esplosione dei contagi nell'area Nord della provincia sarebbe dovuto alla sciagurata scampagnata sulla neve di Campocatino, nell'ultima settimana di febbraio, quando circa 2000 persone hanno preso d'assalto la montagna locale, pure se gli impianti sciistici erano chiusi.

Non va tanto per il sottile il sindaco Claudio Guerriero, che racconta quei giorni, in cui le forze dell'ordine hanno faticato a mantenere l'ordine a Campocatino, contraendo in tanti casi il virus (come accaduto anche per le vigilesse di Guarcino, ndr). Una denuncia ripresa anche dal Tg1 che nel servizio ha anche sottolineato il boom di casi in Ciociaria. «Quelle migliaia di persone si sono fermate nei bar e nei ristoranti, con gli impianti chiusi si è creato un assembramento doppio, perché la gente non si è distribuita. Qualcosa non ha funzionato». «So benissimo che le attività commerciali stanno passando una situazione delicata - specifica e chiarisce - ma non si può mettere a rischio la vita delle persone per l'economia. Se non si salvano le persone, non possiamo salvare l'economia».

Guerriero ha parlato di «Cose che stanno precipitando», poiché a Vico nel Lazio i positivi sono 30 dall'inizio del mese: «È una situazione peggiore rispetto alle altre, perché non abbiamo mai avuto questi numeri». E infine le forti raccomandazioni sulle disposizioni: «Qui ci sono in ballo la sofferenza e la vita, il vaccino principale siamo noi per ora, usando la mascherina e rispettando la distanza sociale».