L'imprenditore di Ferentino A.I. 48 anni, denunciato per truffa aggravata in danno di un Ente pubblico, si difende. E lo fa attraverso il suo legale di fiducia, Giampiero Vellucci. Ricordiamo che, da un accertamento approfondito è emerso che il ferentinate, aveva chiesto e ottenuto la concessione del reddito di cittadinanza. La guardia di Finanza ha accertato che l'interessato, oltre ad avere la partita IVA aperta, aveva intrattenuto rapporti commerciali con il padre, titolare di un'attività.

«Nessuna truffa - sottolinea l'avvocato Vellucci - perché l'imprenditore si trovava in una effettiva situazione di indigenza e la partita, seppur ancora aperta, di fatto non era relativa a un'attività effettivamente operante, in quanto non c'è prova che né formalmente, nè sostanzialmente, l'imprenditore continuasse ad operare.

Dimostreremo che anche l'altra circostanza, relativa alla sussistenza di una attività imprenditoriale facente capo al padre ultraottantenne, che di fatto sarebbe stata gestita dal figlio, non corrisponde alla realtà, in quanto i rapporti tra i due erano pessimi, anzi, lo stato di indigenza del mio assistito era cagionato proprio dall'interruzione dei rapporti di collaborazione con il genitore che sostanzialmente era il suo datore di lavoro.
Abbiamo chiesto l'interrogatorio che affronteremo con grande serenità al fine di dimostrare l'estraneità alla grave accusa mossa dalla procura»