La conservazione e valorizzazione del patrimonio storico ed artistico presente in ciascuno dei nostri piccoli paesi è un problema di difficile soluzione, anche a causa della lentezza burocratica e delle scarse risorse economiche disponibili. «Tuttavia, non si può rimanere indifferenti di fronte a situazione di degrado che rischiano di danneggiare beni architettonici che sono parte della nostra storia», così i consiglieri comunali del gruppo "Alternativa per Vico" Davide Giacomini e Adriano Rondinara scrivono agli organi preposti alla tutela del patrimonio culturale, ossia sindaco, Pompeo, Soprintendenza e ministero dei beni culturali.

Chiedendo loro un intervento urgente per tutelare il complesso architettonico dell'antica chiesa-grangia S. Biagio, già appartenuta ai Benedettini prima ed ai Certosini di Trisulti poi, come in apposita bolla di papa Innocenzo III del 1208 e in numerosi successivi documenti. «Inoltre - ricordano - la stessa custodisce beni di inestimabile valore, tra cui vari reliquiari, statue rinascimentali in terracotta, candelieri ed altro ancora, come descritto in apposite pubblicazioni degli storici Natale Tomei e Salvatore Jacobelli. Questo patrimonio, ora di proprietà privata, è in una condizione di degrado, non più tollerabile.

Al riguardo, è appena il caso di ricordare che il D.L.vo n° 42 del 2004 impone anche ai privati proprietari, possessori o detentori di beni culturali di garantirne la conservazione». In difetto, i consiglieri Giacomini e Rondinara chiedono che si proceda senza indugio all'acquisto o all'esproprio del bene stesso, ai sensi dell'art. 95 del citato Decreto, per effettuare appropriati interventi conservativi e per favorirne la pubblica fruizione.