Processo Mollicone: sarà a porte chiuse. Chissà, ora che non c'è più, cosa avrebbe detto proprio Guglielmo, il padre coraggio che anche dopo i tentativi di depistaggio e il rischio di finire tra faldoni impolverati non si è mai arreso. Ha bussato alle porte di redazioni e tv affinché l'Italia tutta non dimenticasse e cercasse accanto a lui la verità. Ha aperto la sua casa, la sua cartoleria, il suo cuore. Con commozione ha mostrato all'Italia quella poesia dedicata a Serena, quelle parole eterne che nessuno dimentica. E tutti, adesso, restano in attesa. Davvero tante le richieste pervenute da emittenti tv e giornali per seguire il processo.
Un processo non qualunque, in cui come scrive in presidente del tribunale Capurso «sussiste un interesse sociale particolarmente rilevante alla conoscenza del dibattimento».

Ma le regole stringenti, legate a una pandemia aggressiva, che minaccia la terza ondata, accanto all'attuale situazione di "zona rossa" per la provincia di Frosinone, ha indotto il presidente in accordo con pm e parti a procedere almeno per l'udienza di venerdì prossimo (proprio nel giorno della festa del papà) a porte chiuse. Una decisione necessaria, che "congela" temporaneamente la stampa. Per le successive, si naviga a vista. Sulle foto, invece, nessuna concessione: quattro degli imputati hanno detto "no" alle riprese. A fine luglio lo ricordiamo erano stati rinviati a giudizio l'ex maresciallo Franco Mottola, il figlio Marco e la moglie Anna Maria, Vincenzo Quatrale e Francesco Suprano.

A gennaio l'ennesimo slittamento dell'udienza. E la decisione del presidente Capurso di ritirare le sue dimissioni anticipate dalla magistratura, già rassegnate il 25 settembre, per consentire al processo di prendere il largo. Ora a dover essere bilanciata è la tutela del bene più prezioso con una vaccinazione ancora non massiva e la libertà di stampa, in un tribunale dove le regole anti Covid sono rigorosissime, tra udienze contingentate e l'uso di app e tecnologie per evitare contatti.

«Può sicuramente confermarsi l'esistenza di un "interesse sociale particolarmente rilevante" trattandosi della nota vicenda relativa all'omicidio di una ragazza avvenuto quasi vent'anni or sono, caso tuttora irrisolto, dopo un precedente processo conclusosi nel 2004 con l'assoluzione definitiva dell'unico imputato e che ha sicuramente suscitato e tuttora ancor più suscita un ampio interesse dipubblico nonchédi cronache televisive e giornalistiche» scrive Capurso. Che aggiunge: «L'esigenza di dover procedere a porte chiuse almeno per qualche tempo si profilava già da un po'. Con la decisione della "zona rossa" è necessario».
Per questo venerdì si celebrerà a porte chiuse. Poi si deciderà per le seguenti.