La famiglia non sa perché e cosa è successo. È quello che chiede al gip del tribunale di Bologna. La famiglia è quella di Marco D'Arpino, l'uomo di Veroli, 45 anni sposato, padre di due bambini, che è precipitato con il suo tir da un viadotto sulla variante di valico a Bologna. È morto il 6 luglio del 2017. Per questa morte si rischia di non arrivare a processo: il pm che ha indagato sull'incidente costato la vita al camionista verolano ha chiesto l'archiviazione nei confronti degli attuali indagati, due ciociari per la ditta di autotrasporti per la quale lavorava Marco e il responsabile d'esercizio per la direzione del IV Tronco di Firenze della società Autostrade per l'Italia.

La famiglia, tramite l'avvocato Maria Cecilia Ferraresi, ha presentato opposizione alla richiesta di archiviazione algip del tribunale di Bologna, Grazia Nart, che si è riservata una decisione. Decisione attesa con trepidazione dalla famiglia di D'Arpino, la quale tiene anche a precisare di non aver mai avuto alcuna proposta risarcitoria dalla società Autostrade per l'Italia.
L'avvocato che assiste la famiglia rileva che da tutte le consulenzedepositate, compresequelledei consulenti del pm, risulta che il mezzo condotto da D'Arpino viaggiava nei limiti previsti dal tratto autostradale, il carico del mezzo era a norma, la condotta di guida regolamentaree chel'impatto con il newjersey è avvenuto ad una velocità ridotta, 46 chilometri orari.

Da qui l'interrogativo che pone la famiglia per arrivare a una verità, "allora se tutto era a norma perché il Tir è volato giù e perché le barriere non hanno tenuto?" «Appena toccato il new jersey, con un impatto strisciante ricostruisce l'ac caduto l'avvocato Ferraresi l'au toarticolato è volato di 12 metri con pendenza quasi verticale. I testi sentiti dichiarano di aver udito lo scoppio di un pneumatico e di aver visto il mezzo scomparire». I consulenti della famiglia D'Arpino puntano l'indice sull'inadeguatezza dei new jersey e sul loro mancato collegamento: evidenziano che l'omologa è avvenutanel2007e poiperdiecianninon vi è stato nessun adeguamento normativo. Acquisito nel fascicolo anche un servizio de Le Iene sull'inadeguatezza dei guardrail dopo la tragedia di Avellino. La richiesta del legale è dunque di «andare a fondo e di verificare tutto.
Che siano i consulenti, davanti al tribunale, a far luce sull'accaduto. Il fatto non può passare come una fatalità».