Cornicioni che perdono pezzi, perdite idriche e strade impraticabili: gli inquilini del Villaggio Ater minacciano azioni eclatanti. L'intonaco staccatosi dal cornicione, piombato vicino a dei passanti scampati pericolosamente ai detriti piombati da oltre 12 metri di altezza, è stata ieri mattina la classica goccia che supera la pazienza più collaudata.

Il Villaggio Ater di via Pistone Tofe, dove la settimana scorsa numerose famiglie hanno subito il black out del collegamento internet che ha impedito la frequentazione online della didattica a distanza, è palesemente dimenticato da tutti. Le strade, dalle quali l'asfalto sembra essersi volatilizzato lasciando buche e fanghiglia, appaiono spesso adombrate da erbacce e cespugli, laddove i canneti non prosperino dando ospitalità a randagi e ad animali nocivi.

L'ex agglomerato dell'istituto Autonomo Case Popolari, a poca distanza dalla via Casilina, risulta da mesi isolato sul lato Nord per l'impossibilità di raggiungere la Rotabile San Francesco a causa di un cumulo di ghiaia e di uno scavo effettuato da un privato che considera abusivo il transito e l'uso pubblico. La polizia locale, intervenuta su richiesta dei residenti, non ha dato spiegazioni definitive, così come l'ufficio tecnico.

Alle lamentele per l'isolamento di chi abita in quel tratto, si aggiungono i disagi rappresentati dagli scarichi spesso intasati che rovesciano liquami in strada; per non parlare delle facciate mal ridotte e dei numerosi balconi cadenti che hanno costretto il Comune a posizionare delle transenne. Urgono interventi celeri, seri e definitivi.