Si terranno domani in streaming gli interrogatori per i tre imprenditori finiti ai domiciliari con l'accusa di aver fatto soldi sulla pelle dei richiedenti asilo tra Cassino, Caserta e Napoli. L'inchiesta coordinata dal pm De Franco della procura di piazza Labriola e condotta dal Gruppo della Guardia di Finanza e dagli agenti del Commissariato di Cassino martedì ha portato all'esecuzione di otto misure: ai domiciliari sono finiti Francesco e Raffaele Odierno, due imprenditori di Napoli e Qualiano di Napoli, 49 e 57 anni, residenti il primo a Ischia, il secondo a Ripi; e Pasquale Nappi, 55 anni di Qualiano.

Tutti e tre considerati gli imprenditori a capo delle strutture. Divieto di esercitare attività imprenditoriali per altri cinque soggetti, considerati i "gestori", indagati a piede libero: tra costoro, due di Cassino. Nel dettaglio: C.S., classe '82 di Napoli; F.E., del '78 di Cassino; C.F. del '63 di Roma; M.F. del '70 di Cassino e R.C. classe '84 di Napoli.

Tutto nasce, lo ricordiamo, da una protesta avvenuta a Cassino al Cas "Villa Benedetto" di via Vaglie, gestito dall'Ati (costituita dall'associazione culturale Formland e dall'associazione di promozione sociale No Limes) a marzo del 2018. Gli ospiti, all'arrivo degli inquirenti, riferirono di condizioni inumane: sovraffollamento, presenza di muffe, cibo scarso e freddo, vasi igienici staccati dal pavimento, totale assenza di un impianto per acque reflue. E nessuna lezione di italiano. Se non pagata dagli stessi ospiti. «Per avere il permesso di soggiorno siamo obbligati a prendere i nostri soldi - la "paghetta" - per pagare le foto per il passaporto. E la stessa cosa per imparare la lingua italiana» raccontano i giovani richiedenti asilo, come si evince dall'ordinanza.

«Per imparare e studiare, ci dicevano, o fare la scuola media devi pagare venti (in altri casi 30, ndr) euro dalla tua tasca e se ti ammali mai ti porteranno all'ospedale. L'unica medicina è la tachipirina». Chiaro l'elenco: mal di pancia, mal di schiena, per un ospite febbre alta tutte le notti. E pure un giovane del Mali operato all'addome: il rimedio solo un antinfiammatorio. Un'inchiesta affatto facile, condotta a quattro mani dai militari del tenente colonnello Rapuano e del vice questore Salerno, che ha portato anche al sequestro di oltre un milione di euro. Sul caso è intervenuto il leader della Lega che in un post ha scritto: «Ennesimo scandalo nel settore della finta accoglienza a Cassino con otto arresti e sequestri superiori al milione di euro. Intendo confrontarmi al più presto con il presidente Draghi e il ministro Lamorgese».