La stretta è arrivata. In realtà i controlli incrociati - mettendo a sistema beneficiari dei buoni spesa e i destinatari del reddito di cittadinanza - erano già stati avviati. E dopo il primo denunciato da parte dei carabinieri per la ricezione del reddito di cittadinanza senza alcun titolo, ora è toccato ai furbetti del buono spesa.

Denunciati per truffa e falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico ben otto persone residenti sette ad Aquino e una a Castrocielo. Dalle verifiche effettuate dai carabinieri della stazione di Aquino, guidata dal maresciallo Sergio Parrillo, della Compagnia di Pontecorvo - agli ordini del capitano Nicolai e del tenente Fava - cinque uomini e tre donne avrebbero mentito. Avrebbero, cioè, dichiarato il falso sulla loro condizione economica per poter percepire indebitamente non solo il reddito di cittadinanza ma anche il buono spesa.

L'identikit
Casalinghe e operai con lavori saltuari, dai 35 ai 55 anni. Questo l'identikit degli otto fiurbetti scoperti. Molti dei quali già noti alle forze dell'ordine. Si tratta di persone che non avendo, comunque, un'entrata fissa avrebbero cercato la scorciatoia attraverso la doppia erogazione. I bonus alimentari, lo ricordiamo, vanno da 50 a 250 euro a seconda dei componenti del nucleo familiare. Ora occorrerà valutare come e se poter procedere in un eventuale recupero delle somme elargite e accettate indebitamente.

La posizione del Comune
«I destinatari del contributo economico sono le persone e le famiglie in condizione di assoluto o momentaneo disagio socio economico che hanno difficoltà ad approvvigionarsi dei generi alimentari e di prima necessità»: con queste parole la squadra di Mazzaroppi aveva annunciato la pubblicazione dell'avviso per i buoni spesa. Sottolinenando una cosa importante: «Così come disposto dal Governo la platea dei beneficiari e il relativo contributo sarà individuata tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall'emergenza da Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno in carico ai servizi sociali comunali». Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, gli otto furbetti avrebbero dichiarato il falso, ottenendo un contributo non dovuto. E togliendo così l'opportunità alle famiglie con maggiore necessità.

«Il Comune certamente è vittima di dichiarazioni mendaci, noi certamente non partiamo dal presupposto che nelle richieste possano esserci dati non veri. Se questa attività dovesse portare all'apertura di un processo a carico delle persone coinvolte, il Comune farà la sua parte - ha commentato il primo cittadino Libero Mazzaroppi - Non conosciamo ancora l'identità dei denunciati. Voglio ringraziare pubblicamente l'Arma e il maresciallo Parrillo per l'eccellente lavoro svolto a tutela di tutti».