Quale il futuro degli impianti sportivi di viale della Cartiera? La domanda circola tra i cittadini e viene ripresa da politici e amministratori che osservano come l'abbandono e il degrado di quell'area abbia ormai raggiunto livelli preoccupanti senza che gli enti, una volta chiamati a gestirla, muovano un dito per mantenerla ai livelli che merita.

Il senato accademico dell'Università di Cassino, che lì aveva allestito la sede della facoltà di Scienze motorie, già nel dicembre 2019 aveva deliberato la restituzione degli impianti al Comune di Atina dal quale li aveva avuti in gestione per 99 anni: evidente che nel frattempo qualcosa è andato storto e ha fatto cessare anzi tempo l'accordo («Il contratto tra il Comune di Atina e l'Università di Cassino fu stipulato quando io ero sindaco», ricorda Lino Cerri).

Tra i motivi del flop la mancanza di un efficiente collegamento di trasporto pubblico tra Cassino e Atina, l'assenza di una foresteria dove poter ospitare i giovani studenti per non fargli fare avanti e indietro dalle rispettive località di residenza (alcuni iscritti provengono dal Molise e dalla Campania), oppure adeguate strutture ricettive e di ristorazione. Si è andati avanti fin quando è stato possibile, ma poi….
Sull'altro fronte il Comune, che non ha ancora preso in considerazione la delibera del senato accademico dell'Unicas e sembra non abbia alcuna intenzione di farlo. Anzi, si sente in credito con l'ateneo per tasse locali ancora non versate, ciò che non fa altro che alimentare il fuoco dell'incomprensione.

In mezzo la situazione degli impianti sportivi: un degrado acuito dall'inondazione della notte del 14 ottobre scorso che trascinò in quell'area decine di tronchi e rami ancora accatastati nei pressi del campo di calcio. Né se la passano bene le altre strutture: il palasport, la torre d'acciaio per le arrampicate, la piscina. Insomma, un patrimonio che farebbe invidia a città di ben altre dimensioni e che, invece, ad Atina sono destinate all'oblio, nonostante nel recente passato associazioni sportive le tenessero in ordine per poter ospitare gare di pallacanestro o pallavolo di serie nazionali. Qualcuno ne risponderà?