Il progetto di bonifica del Sin della Valle del Sacco passa necessariamente anche per una approfondita indagine epidemiologica sugli effetti sull'uomo seguenti all'esposizione agli inquinanti. Analogamente a quanto realizzato in altri contesti comunali e regionali (Roma, Torino, Toscana, Veneto, etc.), che ha visto inserire nel Piano Statistico Nazionale diversi studi longitudinali costruiti sulla base di dati amministrativi, verrà realizzato uno Studio di Coorte della Valle del Sacco.

Lo Studio prevede una collaborazione tra Regione e Comuni interessati e la costruzione della coorte dei residenti al Censimento del 2011, seguendo la metodologia utilizzata per lo Studio Longitudinale Romano. La coorte rappresenterà lo strumento per lo studio dei rischi per la salute dei residenti in relazione all'inquinamento dell'aria, all'inquinamento delle acque e ad altri fattori ambientali e sociali. Saranno acquisiti gli archivi anagrafici dei 19 comuni (226.718 residenti) per il periodo 1995- 2015. I residenti all'ottobre 2001 e 2011, verranno linkati ai dati dei censimento in modo da
ottenere fondamentali informazioni individuali, come ad esempio istruzione e occupazione, e seguiti attraverso i sistemi informativi sanitari (schede di dimissione ospedaliera, accessi al pronto soccorso, schede di morte, prescrizione dei farmaci, certificati di assistenza al parto) per studiare gli esiti di salute.

Gli esiti sanitari (in primis mortalità, malattie cardiovascolari e respiratorie) potranno essere studiati in relazione all'esposizione alla residenza. Verrà ricostruita la storia residenziale e ogni indirizzo di residenza verrà georeferenziato. Alle sue coordinate geografiche potranno essere attribuiti indicatori di esposizione ai principali inquinanti atmosferici, utilizzando modelli di dispersione sviluppati da Arpa Lazio e modelli land-use regression (costruiti utilizzando dati di uso del territorio, di misura degli inquinanti e dati satellitari).

In questo contesto molto importante è la realizzazione di coorti di nati nell'area del Sin, che prenderà il via questo mese, per indagare l'eventuale effetto dell'esposizione ambientale e degli stili di vita durante la gravidanza in donne residenti in quest'area ad elevato impatto ambientale. Seguendo il protocollo della coorte di nati Piccolipiù, già attiva in 5 città italiane, e coordinata dal Dep, le coorti di nati saranno arruolate nei principali centri nascita dell'area (Ospedale di Frosinone e Ospedale di Palestrina).

Gli obiettivi che si intende raggiungere sono: arruolare nell'area in studio una coorte di nati da seguire prospettivamente, raccogliendo informazioni sulle esposizioni e sugli stili di vita dei genitori tramite questionari; costituire una banca di campioni biologici dei nati arruolati e delle loro mamme (sangue, cordone ombelicale, etc) per valutare la presenza delle sostanze tossiche presenti nell'area; mantenere e seguire prospetticamente la coorte nei primi anni di vita tramite la raccolta di dati sulla salute; studiare l'incidenza delle patologie neonatali e infantili in relazione ai fattori di rischio identificati tramite questionario e nei campioni biologici.

«Al via una nuova azione per la transizione ecologica nella Valle del Sacco, che rientra nell'accordo di programma tra la Regione Lazio e il Ministero dell'Ambiente, con il progetto "La Coorte di nati"».
È quanto scrive in una nota il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mauro Buschini.

«Con questo intervento - spiega Buschini - il Lazio fa da apripista in Italia, dato che non esistono ancora dati riguardanti gli effetti degli inquinanti sulla gravidanza condotti in aree di interesse nazionale per la bonifica. Il progetto, che partirà nel corso del mese, potrà fornire informazioni sullo stato di salute, sui fattori di rischio e sui possibili cambiamenti nella popolazione di riferimento come risultato delle politiche adottate.

In particolare il progetto si concentrerà sull'arruolamento e follow up di una "Coorte dei nati" nei 19 comuni inclusi nel Sito di Interesse Nazionale della Valle del Sacco. Si potrà così indagare l'eventuale effetto dell'esposizione ambientale e degli stili di vita durante la gravidanza di donne residenti nell'area ad elevato impatto ambientale. Ricerca e sorveglianza sanitaria, insieme alle azioni già in atto per la bonifica della Valle del Sacco - conclude Buschini - mettono al centro la persona e il diritto universale alla salute. Un ulteriore tassello della politica per il territorio della Regione Lazio».

«Il progetto rappresenta un ulteriore passo in avanti per dare nuova vita a una terra che ha sofferto troppo a causa dell'inquinamento ambientale. Con questa iniziativa mettiamo al centro le persone e il diritto fondamentale alla salute, facendo luce in particolare sull'impatto dei fattori inquinanti sulla salute riproduttiva delle donne. Un'occasione per avere informazioni preziose sui fattori di rischi e sugli effetti a lungo termine sulla popolazione che sarà utile in altri contesti analoghi considerando che l'intervento che parte dal Lazio è apripista a livello nazionale» ha commentato Eleonora Mattia, Presidente della nona Commissione Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità, istruzione, diritto allo studio nel Consiglio Regionale del Lazio.