Cancelli chiusi, oggi, nello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano. Apriranno nuovamente domani, fino a giovedì: venerdì, così come lunedì prossimo, sarà nuovamente "cassa Covid". In questo mese di marzo si lavorerà un totale 12 giorni, la media di 3 giorni a settimana, gli altri 8 saranno di cassa integrazione.

La settimana che si apre oggi si annuncia critica dal punto di vista dei trasporti. La corsa "incriminata" è sempre quella che trasporta gli operai del sito pedemontano e dell'indotto al Nord della Ciociaria, più precisamente a Fiuggi. In autunno, su sollecito dei sindacati, era stato istituito un bus aggiuntivo di una società privata. Da gennaio è tornato fruibile solo quello della Cotral. Questo significa che viaggiano in media 48 lavoratori su un bus di 54 posti, senza distanziamento alcuno.

A lanciare l'allarme questa volta non è più solo il sindacato, ma direttamente i lavoratori. «È una vergogna quello che sta succedendo - si sfoga un operaio - Ci sono soggetti fragili che viaggiano con noi e che sono costretti a venire al lavoro in macchina per non rischiare di prendere il virus. L'autista ci dice che non può lasciare nessuno a piedi: e lo capiamo, la colpa non è sua. Ma perché la regione Lazio non ci ascolta e non mette un bus in più? Ci parlano di distanziamento, ci invitano a non fare assembramenti, si raccomandano tutti i giorni, e poi ci fanno viaggiare in queste condizioni».

Altri lavoratori lamentano: «Ci siamo rivolti anche al prefetto, visto che la Regione non ci ha fornito risposte ma ancora nulla. Dalla Cotral ci hanno consigliato di prendere gli altri bus che partono da Frosinone o dalle altre città del Nord della Ciociaria, che viaggiano con meno persone a bordo. Ma tutto ciò è inaccettabile».

Occorre fare sistema
Per quel che concerne invece la situazione lavorativa, all'indomani della visita del Ceo di Alfa Romeo Imparato a Cassino, interviene la Fiom-Cgil che con il segretario Michele De Palma fa un'analisi a tutto tondo e chiama in causa anche la politica. Argomenta il sindacalista responsabile nazionale del settore automotive: «È necessario fare sistema per innovare, investire in un piano occupazionale che insieme al piano industriale permetta un percorso di rigenerazione delle competenze attraverso la formazione e la staffetta generazionale. Il piano di Stellantis è centrale per il futuro dell'automotive in Italia e in Europa e si decide in questi mesi. Il Governo italiano ha una possibilità irripetibile: aprire un dialogo sociale con azienda e sindacati per sostenere con investimenti pubblici la transizione ecologica e sociale dell'industria dell'automotive».