Violenza tra le mura domestiche o in strada, due facce della stessa medaglia. Violenze che rubano l'anima, annientano e portano in alcuni casi, troppi, alla morte. Ecco, quindi, che la paura, lo sconforto, la rabbia, il dolore, devono prendere il sopravvento, devono combattere e rompere, frantumare in mille pezzi il muro del silenzio. Denunciare il più delle volte non è semplice. Molti dolori restano racchiusi tra le mura domestiche, dentro un corpo ormai distrutto, ma bisogna trovare la forza di reagire.

E la stessa forza, quella dell'aiuto, la mettono la presidente del Telefono Rosa Frosinone, Patrizia Palombo, e tutte le volontarie a servizio h 24 per le vittime di violenza. L'8 marzo, più che mai, va ricordato che le donne vanno amate e rispettate – quali madri, sorelle, figlie, mogli, compagne, amiche – ogni giorno dell'anno, in ogni parte della Terra, indistintamente. A ricordarlo e soprattutto a invitare le donne a non avere paura di denunciare è la presidente Patrizia Palombo.
Con il lockdown è aumentata purtroppo la violenza sulle donne.

«Nel corso del 2020 nel nostro centro abbiamo ricevuto 523 richieste di aiuto telefoniche delle quali 198 si sono concretizzate con la venuta in sede - spiega Palombo - L'85% di esse ha figli minori per i quali sono state messe in campo le strategie necessarie per affrontare nel giusto modo le problematiche rappresentate e riscontrate. Ove necessario sono stati attivati i servizi sociali di residenza del caso, per alcuni di essi c'è stato l'ascolto degli esperti della polizia di stato e l'intervento del tribunale dei minori. Per quattro donne i nostri avvocati sono riuscite a far avere l'affido esclusivo dei minori. Per i figli minori (alcuni sono portatori di handicap), previa autorizzazione di entrambi i genitori, ove necessario, è stato attivato un servizio di sostegno e supporto sia psicologico che pedagogico, per quanto possibile, all'interno del centro e/o a distanza attraverso internet».

Le richieste d'aiuto, ricevute nel corso dell'anno, provenivano da donne dai 19 ai 79 anni e quasi tutte riguardano violenze in famiglia e stalking, tre casi hanno riguardato il revenge porn.
«Le chiamate in un anno sono state in media 4/5 la settimana con un aumento nei mesi estivi e durante le festività. Durante il periodo del lockdown sono stati fatti diversi interventi con l'ausilio delle forze dell'ordine, per portare via dalla propria abitazione donne con figli minori. Queste donne, anche a causa delle misure d'isolamento domestico imposte dall'emergenza coronavirus, stavano vivendo giorni molto difficili. Donne costrette a stare in casa con i mariti e/o compagni violenti senza via di fuga.

Le donne che si sono trovate in questa situazione e sono riuscite a chiamarci, soprattutto quelle che lo hanno fanno per la prima volta, hanno avuto poche possibilità per farlo in sicurezza, quelle che sono riuscite a chiamarci spesso lo hanno fanno o chiuse in bagno e parlando sottovoce con l'acqua aperta, o perché sono riuscite ad uscire per fare spesa, o perché approfittavano di un momento di distrazione di lui, o meglio se era lui ad essere uscito per fare qualcosa. Durante questo periodo abbiamo dovuto anche fare alcuni interventi, con l'ausilio delle forze dell'ordine, per portare via dalla propria casa donne con figli minori per le quali è stato attivato il codice rosso. Per le donne prese in carico dal centro antiviolenza sono stati attivati percorsi di "empowerment", ovvero acquisizione di autostima, di autonomia e per una di loro è stato richiesto e ottenuto il contributo libertà. Due casi, sono stati messi in protezione e supportati in ogni esigenza dal nostro centro.

La nostra associazione le sta supportando economicamente con la fornitura anche di vestiario e generi alimentari. Le 198 donne prese in carico sono da noi supportate sia legalmente che psicologicamente. Per due casi è stata riconosciuta all'associazione la costituzione di parte civile, un caso dal tribunale di Frosinone e uno dal tribunale di Cassino».
Purtroppo sono molti i bambini che assistono alla violenza e questo è un altro dei grandi problemi da affrontare.

«L'85% delle donne che si sono rivolte al nostro centro ha figli minori per i quali sono state messe in campo le strategie necessarie per affrontare nel giusto modo le problematiche rappresentate e riscontrate. Ove necessario sono stati attivati i servizi sociali di residenza del caso, per alcuni di essi c'è stato l'ascolto degli esperti della polizia di Stato e l'intervento del tribunale dei minori. Molto spesso la donna aspetta a reagire per la paura che le vengano tolti i figli. Per questi bambini e/o ragazzi che frequentano la scuola, si è attivato un collegamento con le istituzioni scolastiche con le quali si è firmato un protocollo d'intesa e si collabora per supportali con sportelli d'ascolto sia all'interno della scuola o presso i locali dell'associazione oppure attraverso collegamenti internet su piattaforma». 

Il numero dei delitti a sfondo sessuale contro le donne è sempre crescente. <Questi casi oggi vengono sempre più spesso, denunciati: se ne occupano la stampa, la televisione, le istituzioni, ma non sempre è stato così. Basti pensare che in Italia, leggi come il delitto d'onore e il matrimonio riparatore sono state abrogate dal Parlamento solo nel 1981. E che una vera e propria legge sulla violenza sessuale è stata approvata in Italia sono nel 1996. Quello della violenza è un problema molto antico, che tocca le donne di tutto mondo. Una questione che solo in tempi relativamente recenti ha ricevuto una crescente attenzione tanto da parte dei mezzi di comunicazione quanto sul piano delle istituzioni internazionali. I dati sulla violenza contro le donne in Italia rappresentano una realtà allarmante: ogni tre/cinque giorni viene commesso un femminicidio. Non si tratta di numeri, ma di persone, di paure, di sofferenze, di vite umiliate e spezzate dalle barbarie di "uomini". Per combattere tutto questo bisogna partire dalla scuola con l'obiettivo di educare i bambini e le bambine, sin dai primissimi anni della scuola dell'infanzia, che l'uomo e la donna sono diversi solo nel sesso, ma uguali nei diritti e doveri, sono sicura che questo servirà e porterà domani a proteggere le donne da ogni sopruso e a promuovere una concreta parità tra i sessi. Solo raggiungendo questo traguardo di civiltà un giorno si potrà dire ad ogni uomo "si, questo è un uomo". Da qualunque osservatorio si analizzi, la parità di genere è crescita, sviluppo, democrazia sostanziale, evoluzione e rispetto tra i sessi. Il nuovo parlamento ed il nuovo governo hanno molto da lavorare. Dall'applicazione con risorse congrue del piano antiviolenza, al riconoscimento pieno della parità salariale in ogni campo, ad una robusta politica di welfare per la famiglia, dall'infanzia alla non autosufficienza, dalla salute di genere, all'università e alla ricerca, c'è ancora molta strada da fare ed in fretta per le nostre figlie e le nostre nipoti>.

Un anno e mezzo fa l'entrata in vigore del "Codice rosso". Palombo ritiene che ci sia bisogno «di misure ulteriori che diano la possibilità alle donne di sottrarsi alla violenza. Come? Il primo passo è credere alle donne quando denunciano, le donne vanno credute se denunciano le violenze. Troppe volte vengono rimandate a casa dopo aver segnalato alle forze dell'ordine situazioni di difficoltà di violenza se non maltrattamenti e stalking. Non vengono credute o la loro denuncia è sottovalutata. Servirebbe una formazione di tutti i soggetti che in qualche modo sono coinvolti. In alcune situazioni si sta facendo, ma sul territorio italiano c'è una grande disparità di comportamenti tra procure, carabinieri, forze di polizia, servizi sociali, nel momento in cui accolgono le donne. Devo però dire che questo nella provincia di Frosinone non accade, almeno per i nostri casi abbiamo potuto constatare che le forze dell'ordine accolgono le donne che noi accompagniamo a denunciare con una professionalità e cortesia che subito le donne vengono messe a proprio agio.

Nel nostro tribunale abbiamo poi un pool di giudici sensibili e attenti al problema. Quello che a mio avviso andrebbe fatto è creare una corsia preferenziale per questa tipologia di casi, non si può paragonare una violenza su una donna ad altro qualsiasi reato e trattarlo con la stessa tempistica, I tempi vanno accorciati, il giudizio dovrebbe essere celere perché è nel lasso di tempo tra la denuncia e la prima udienza penale che la donna viene uccisa». Per contattare il Telefono Rosa Frosinone comporre lo 07751886011 o inviate una mail a telefonorosaceccano@libero.it. Anche se la sede è momentaneamente chiusa per l'emergenza sanitaria in corso, è sempre attivo, giorno e notte, il numero delle emergenze 3486978882.