Gli entrano sul conto e, nel giro di poche ore, riescono a far partire due bonifici per un importo di circa 10.000 euro. La vittima è un funzionario pubblico di 60 anni di Frosinone costretto a presentare due denunce nell'arco di una settimana, l'ultima ieri. Tutto succede di sabato dopo le 18 quando i servizi bancari subiscono un fisiologico rallentamento. L'uomo, cliente di un istituto nazionale, riceve una telefonata dal call center dell'istituto o, almeno, da chi si qualifica per tale.

Il pubblico dipendente viene raggiunto sulla sua utenza telefonica: dall'altro capo del telefono colui che sostiene essere un operatore della sicurezza della banca. Lo avverte di un tentativo di bonifico dal suo conto, poi si scoprirà verso un altro cliente del medesimo istituto residente nella provincia di Napoli. Il frusinate è invitato a fare login all'sms che riceverà in modo tale da bloccare l'esecuzione del bonifico. Poco dopo si accorge che è successo esattamente l'opposto e che dal suo conto è stato autorizzato un bonifico verso una persona a lui sconosciuta. Contatta così il numero, con prefisso 06, dal quale ha ricevuto la chiamata, ma si trova di fronte solo un disco registrato. Non riuscendo a mettersi in contatto con nessuno, chiama il numero verde della banca, ma essendo sabato pomeriggio anche in questo caso non riesce ad avere modo di rappresentare quanto gli è capitato.

A quel punto riceve una seconda chiamata che lo informa del tentativo di nuovo bonifico. Inconsapevolmente, pensando di bloccare l'operazione dà l'ok. Quando riesce a bloccare le operazioni in uscita dal suo conto, riceve la terza chiamata. Questa volta mangia la foglia e non fornisce collaborazione.
A quel punto, il funzionario si appella a un regolamento interbancario che consente di richiamare i bonifici nelle 48 ore successive all'effettuazione. Contatta l'istituto di credito, disconosce i due bonifici e ne chiede l'annullamento. Allora, la banca gli riaccredita i 10.000 euro. A metà della corsa settimana, per mero scrupolo, fa un controllo e scopre che quelle somme, prima accreditate gli sono state nuovamente tolte.

Sente la banca che, però, si limita a dirgli di aver aperto un'istruttoria per verificare l'accaduto e di avergli addebitato le somme secondo i bonifici. L'uomo, non sentendosi tutelato, presenta, attraverso l'avvocato Nicola Ottaviani, due denunce contro ignoti. Teme che ci sia stata una falla nella procedura dell'istituto visto che non si spiega come chi ha effettuato i bonifici conoscesse oltre i suoi codici anche il numero di telefono. Nelle denunce si ipotizzano i reati di truffa, intrusione abusiva in un sistema informatico e utilizzo abusivo delle chiavi d'accesso del conto on-line.