Profondo rosso. Non è bastata la fascia arancione per fermare il dilagare del virus in provincia di Frosinone. E allora la Regione Lazio ha deciso per una ulteriore "stretta", cambiando il colore dell'emergenza. La Ciociaria sarà zona rossa dall'una di lunedì otto marzo. Per quattordici giorni, fino cioè a tutto il ventuno marzo. È la misura di sicurezza estrema per contenere il contagio. Il 23 febbraio il Comune di Torrice è stato dichiarato zona rossa. Poi il 26 febbraio stessa decisione per Monte San Giovanni Campano. Il 27 febbraio il provvedimento che aveva istituito la fascia arancione per l'intera provincia. Rivelatosi però insufficiente.

Si è discusso a lungo se optare per un arancione scuro (rinforzato). Ma alla fine si è deciso per il rosso. È l'ora più buia dall'inizio della pandemia, dodici mesi fa. È il momento del coraggio di rispettare le regole. La provincia di Frosinone è stata "chiusa" per due settimane. Non sono consentiti errori, superficialità e sottovalutazioni. Il virus sta dilagando. L'imperativo categorico è raffreddare la curva dei contagi. E dei decessi. Le regole vanno rispettate. Ma anche fatte rispettare.

Il monito del Prefetto
Da mesi il Prefetto Ignazio Portelli raccomanda di non abbassare la guardia. Anche e soprattutto sul versante dei comportamenti. E proprio ieri la Prefettura ha diffuso la seguente nota, richiamando una frase divenuta purtroppo famosa: «Ormai è sicuro, non ce n'è Coviddi!». Sottolineando con amara ironia: «Proprio per questa convinzione, siamo diventati zona rossa: calcetto, grandi abbuffate, chiacchiere da caffé, baci e abbracci, struscio...». Poi il monito: «Adesso, occorre grande serietà e responsabilità in modo che i sacrifici risultino efficaci: meno morti e meno contagi».

I numeri dell'emergenza
Nell'ordinanza a firma del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti si sottolinea che «persiste una situazione di particolare criticità del territorio, nonostante le misure di restrizione adottate». Sono state analizzate le relazioni del Dipartimento di prevenzione della Asl di Frosinone, con la supervisione del Seresmi dello Spallanzani. Si legge: «La provincia di Frosinone presenta un indice Rt in aumento rispetto alla settimana precedente, raggiungendo il valore di 1.31». Con un'incidenza che oscilla tra 1.21 e 1.43. Sentiamo nominare tutti i giorni Rt. È l'indice di trasmissibilità del virus. Ci dice quante persone possono essere contagiate da una sola persona infetta. La media in Italia è 1.06. Nel Lazio (che è rimasto zona gialla) è 0.98. In Emilia Romagna, dove ci sono le zone rosse delle province di Bologna e Modena, è 1.13. In Piemonte è 1.15, nelle Marche 1.08, in Toscana 1.18, in Valle d'Aosta 1.21, in Veneto 1.08. In Molise 1.66. L'ordinanza regionale sottolinea come la provincia di Frosinone mostra «un ulteriore aumento del 52,6% dei casi rispetto alla settimana precedente ed una incidenza in aumento del 55,1%». Per concludere: «Un trend in continuo aumento dell'incidenza cumulativa settimanale dei casi».
La pressione sugli ospedali
Al 5 marzo scorso (ndr: venerdì) erano ricoverati 247 pazienti Covid nella rete ospedaliera della provincia di Frosinone, dei quali 17 in terapia intensiva. Con una occupazione di posti letto dedicati alla gestione Covid-19 del 93,9%, in aumento rispetto al 74% della settimana precedente. Nella relazione si aggiunge altresì: «E la presenza di due cluster in strutture socio assistenziali».

La diffusione delle varianti
Finora in provincia di Frosinone i casi accertati sono 39: 20 di variante inglese e 19 di brasiliana. Situazioni rilevate dagli approfondimenti diagnostici eseguiti nei laboratori dello Spallanzani. Presso la struttura romana sono stati inviati altre decine di tamponi, ma bisognerà attendere l'esito. Come si evince dalla tabella inserita nell'ordinanza (e pubblicata a parte), ad Alatri sono stati riscontrati 3 casi di variante inglese e 5 di brasiliana. A Frosinone 5 di inglese e 2 di brasiliana A Torrice 4 casi di variante inglese. A Isola del Liri 1 di inglese e 2 di brasiliana. Stessi numeri a Sora: 1 inglese e 2 brasiliana. A San Giovanni Incarico 2 casi di variante brasiliana. A Ceccano 1 di inglese e 1 di brasiliana. Lo stesso a Veroli: 1 di inglese e 1 di brasiliana. A Cassino un caso di variante brasiliana. A Monte San Giovanni Campano 1 di inglese. Ad Arce 1 caso di brasiliana. Anche a Castelliri 1 caso di brasiliana. A Ferentino 1 caso di variante inglese. Pure a Giuliano di Roma e Ripi 1 caso di variante inglese. A Strangolagalli 1 caso di brasiliana.

Entrambe le varianti sono molto contagiose. Nel descrivere e sintetizzare la tabella la Regione Lazio spiega: «Si nota un'ampia diffusione geografica dei casi in cui è stata rilevata la presenza di varianti». I Comuni interessati sono 16 e coprono tutte le zone della provincia: nord e sud, est e ovest. Valutazione confermata dalla Asl, che nella relazione parla di «presenza diffusa sul territorio di casi Covid-19 caratterizzati come varianti Sars-CoV-2».

Contagi e incidenze
Nel periodo 26 febbraio-4 marzo la Asl di Frosinone ha accertato 1.330 nuovi casi positivi a Sars-CoV-2. Per un tasso di incidenza settimanale pari a 299 casi per 100.000 abitanti. In aumento rispetto alla settimana precedente. Si legge nella relazione: «I setting di contagio più importanti sono stati ambito familiare 43,6%, ambito scolastico 10,1% e ambito lavorativo 6,2% con aumento progressivo rispetto alla settimana precedente in ambito scolastico e lavorativo... si segnalano 2 cluster in aziende di medie dimensioni». Una con 41 casi e una con 35. .

Le conclusioni
Per tutti questi motivi la Regione Lazio ha deciso di «dare seguito alle proposte formulate dal Seresmi in relazione al rischio complessivo alto e alla "prossimità a questo limite del valore riscontrato (1,21) e il parallelo aumento dell'Rt nell'ultima settimana, la rilevazione di numerose varianti diffuse sul territorio", disponendo "un ulteriore rafforzamento delle misure di controllo non farmacologiche già messe in atto" per i Comuni ricadenti nella provincia di Frosinone». Si tratta della formula tecnica che definisce la zona rossa. Contestualmente, «in considerazione delle indicazioni della conferenza Stato-Regioni del 5 marzo 2021, relative al fondo vaccini nazionale da utilizzare nelle zone in cui il virus si propaga con maggiore diffusione», la Regione chiede «al commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 l'utilizzo della quota nazionale accantonata per vaccinare nelle aree disciplinate col presente provvedimento».

Regole e vademecum
Le regole sono diverse e tutte disciplinate dall'ordinanza regionale. La Prefettura di Frosinone ha anche stilato un vademecum di immediata comprensione. È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dal Comune, nonché all'interno dello stesso. Salvo che per «spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute». È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. La Prefettura sottolinea: «È vietato far visita ad amici e parenti». E ancora: «È obbligatorio l'uso delle mascherine all'aperto e nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private. È obbligatorio mantenere una distanza di sicurezza tra le persone di almeno un metro». Inoltre «è vietato spostarsi dai Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti verso altri Comuni». È consentito passeggiare in prossimità della propria abitazione purché si rispetti la distanza di 1 metro da ogni altra persona e utilizzando i dispositivi di protezione delle vie respiratorie.

Lo svolgimento dell'attività sportiva è consentito esclusivamente all'aperto e in forma individuale. Sempre la Prefettura: «Sono chiusi i musei e le mostre. Sospesi convegni e congressi. Sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all'aperto. Sospese le attività dei centri culturali, sociali e ricreativi; chiuse le discoteche, sale da ballo e locali simili, sia al chiuso che all'aperto. Vietate le sagre e le fiere. Vietate le feste, al chiuso e all'aperto, comprese quelle conseguenti a cerimonie civili e religiose. Chiuse palestre, piscine, centri benessere e termali. Chiuse le sale giochi, le sale scommesse, le sale bingo, i casinò, i parchi tematici e di divertimento».

«Le attività didattiche di tutte le scuole si svolgono esclusivamente a distanza, ad eccezione dei laboratori e delle attività in favore di disabili e ragazzi con bisogni educativi speciali, per i quali è possibile la didattica in presenza». Rileva la Prefettura: «Sono chiusi i negozi, ad eccezione di quelli che vendono generi alimentari e di prima necessità. Il mercato può svolgersi limitatamente alla vendita di generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici. Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie. Sono chiuse le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie). Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio, nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l'attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 22, la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle immediate adiacenze. Per i bar l'asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18. Sono chiusi barbieri, parrucchieri e centri estetici. Sono aperte lavanderie, tintorie e pompe funebri».