Accelerare i processi di bonifica dei siti contaminati in provincia di Frosinone. A chiederlo è Danilo Magliocchetti, consigliere comunale di Frosinone e delegato per il Lazio al consiglio nazionale dell'Anci.

Scrive Magliocchetti: «La situazione, non positiva né incoraggiante, del processo di bonifica dei siti contaminati in provincia di Frosinone, è certificata dall'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, con il rapporto "Lo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia: i dati regionali edizione 2020"».

Spiega Magliocchetti: «Il rapporto è un'attività conoscitiva e di produzione dati ed è attualmente l'unico strumento di monitoraggio, a scala nazionale». E dunque, aggiunge Magliocchetti: «Per quanto riguarda il Lazio e segnatamente la provincia di Frosinone, si rileva, che quella di Frosinone è tra le prime 20 Province italiane, (18°) per numero di procedimenti in corso con 215. La prima è quella di Napoli con 1377.
Ma vi è di più. Se si considera il dato regionale, scopriamo che Frosinone è quella con il più alto numero di procedimenti in corso, dopo Roma, ma è anche quella con il numero più basso di procedimenti conclusi, con appena 5».

Per la città di Frosinone i procedimenti sono 20, di cui 14 in fase di notifica, 4 in modello concettuale e 2 in bonifica. Per quanto riguarda i siti contaminati Frosinone ne ha 4 con 2 bonifiche in corso e una conclusa. Per il consigliere «la provincia di Frosinone, oltre ad avere un numero rilevante di siti, è notevolmente indietro, rispetto ad altri territori del Lazio, per il completamento delle opere di bonifica dei siti contaminati e quindi potenzialmente pericolosi. Superfluo ricordare sempre la criticità ambientale del nostro territorio, con i problemi atavici e strutturali della Valle del Sacco o quelli della discarica di Via Le lame a Frosinone.

E qui stiamo parlando di dati, estremamente recenti, raccolti proprio dalle Regioni e comunicati da un ente assolutamente autorevole e di riferimento per questi temi, come l'Ispra. Per cui, poichè sembra che la Regione Lazio abbia in animo di potenziare le attività ambientali sui territori nei prossimi mesi, addirittura con l'attribuzione di una specifica delega per la transizione ecologica, è auspicabile, pertanto, una rinnovata sensibilità ambientale da parte dell'ente di via Cristoforo Colombo che determini, con maggiore indispensabile velocità e prontezza, la bonifica di tutti i 215 siti».