Aveva scavalcato il balcone per poi farsi aprire la finestra, approfittando della temporanea assenza dei genitori della bambina. Una volta dentro l'appartamento ha violentato la piccola di undici anni.

Le indagini presero avvio dopo la denuncia della madre, che aveva raccolto le confidenze della figlia. I fatti risalgono a gennaio 2018. Del caso si occuparono gli investigatori della Squadra Mobile, che ieri hanno eseguito l'ordine di carcerazione. È arrivata la sentenza definitiva della Corte di Appello di Roma, nei confronti di A.B. 48 anni, residente nella parte bassa del capoluogo.
L'accusa è di violenza sessuale aggravata in danno di minore.

L'arrestato, già sottoposto alla detenzione domiciliare con l'applicazione del braccialetto elettronico, dovrà espiare una pena residua di 4 anni e 27 giorni. Alla data della scarcerazione saranno, inoltre, applicate le misure interdittive della restrizione dei movimenti e della libera circolazione, nonché del divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati da minori o di svolgere lavori che prevedono contatti con minori.

La ricostruzione
La vicenda è legata alla denuncia presentata dai genitori di una ragazzina di Frosinone di 11 anni, all'epoca dei fatti, residente nella zona bassa, violentata secondo le accuse dal vicino. Questi, per entrare in casa, avrebbe scavalcato il balcone, per poi farsi aprire la porta finestra, confidando sul fatto che, in quel momento, i genitori della ragazzina erano usciti. La versione della minore è stata ritenuta credibile da chi l'ha esaminata. Il magistrato aveva ascoltato il consulente tecnico incaricato.

Dalla conclusione del lavoro peritale è emerso che la bambina era in grado di testimoniare sull'accaduto, aveva un ricordo limpido dell'episodio. La violenza era stata poi confermata dalla visita alla quale l'undicenne era stata sottoposta dai ginecologici. La minorenne era stata ascoltata in un ambiente protetto, in incidente probatorio, alla presenza della neuropsichiatra infantile, chiamata a valutare la sua capacità di rielaborare quanto stava denunciando.

Ieri, dunque, il personale della Squadra Mobile della Questura ha dato esecuzione all'ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Frosinone, a seguito della sentenza definitiva della Corte di Appello di Roma.