L'annuncio arriva nel pomeriggio. L'assessore regionale Alessio D'Amato, di fronte ai numeri in crescendo del contagio in Ciociaria, gela le ultime speranze di evitare provvedimenti più restrittivi. E dice: «Andiamo verso nuove misure nella provincia di Frosinone». E per tutto il pomeriggio è stato un rincorrersi di indiscrezioni che davano la Ciociaria a cavallo tra la zona rossa e l'arancione rinforzato.

Troppo alto il numero dei contagi anche nell'ultima settimana, pur con un crescendo meno vorticoso di quella precedente, troppi e diversificati anche i casi di variante inglese e brasiliana. In aumento anche ricoveri (670 di cui 240 malati Covid) e terapie intensive, con queste ultime al limite, per cui in tal senso ci si appoggia anche sugli ospedali romani. Tanti anche i positivi in isolamento domiciliare, a ieri 2.870.

E allora non basta la doppia zona rossa di Torrice e Monte San Giovanni Campano come l'arancione nel resto della provincia: da lunedì tutta la Ciociaria per i prossimi 14 giorni sarà rossa, anche se non è ancora tramontata del tutto l'ipotesi di un arancione rinforzato.
Pesanti anche i valori sui contagi settimanali per 100.000 abitanti, quelli che poi hanno pesato nella scelta consigliata dall'Asl di chiudere le scuole in un quarantina di comuni della provincia e anche l'Rt, tra l'1,25 e l'1,30 secondo indiscrezioni da confermare.
Del resto la soglia oltre la quale scatta la zona rossa è 1,25.

La curva
In 24ore aumentano ancora i contagi, passando da 243 a 275. In alcune realtà i valori restano sempre elevati: ieri Alatri con 38 è stato il centro con il maggior incremento di positivi come il giorno prima (40), a ruota Frosinone con 30 e Monte San Giovanni Campano, una delle zone rosse, con 24. Quindi Veroli 22, Sora 15, Isola del Liri 14, Ceccano 13, Anagni, Cassino e Ferentino 8, Arpino e Patrica 7, Boville Ernica 6, Guarcino, Pontecorvo e San Giorgio a Liri 5, Castelliri, Fumone, Ripi e Strangolagalli 4, Atina, Piedimonte San Germano e Vallecorsa 3, Arnara, Castro dei Volsci, Gallinaro, Pastena, San Giovanni Incarico e Sant'Elia Fiumerapido 2. Infine, Alvito, Ausonia, Broccostella, Casalvieri, Cervaro, Colle San Magno, Coreno Ausonio, Esperia, Falvaterra, Fiuggi, Fontana Liri, Fontechiari, Giuliano di Roma, Paliano, Piglio, Pignataro Interamna, Posta Fibreno, Serrone, Settefrati Supino, Torrice (l'altra zona rossa), Vicalvi e Villa Santa Lucia 1.

Sono in tutto 52 i comuni con almeno un caso positivo.
Nell'ultima settimana i contagi sono 111 a Frosinone, 89 a Veroli, 85 ad Alatri e a Monte San Giovanni Campano, 53 a Sora, 35 a Isola del Liri, 32 a Ceccano, 31 ad Anagni, 29 a Ferentino e 27 a Piedimonte San Germano. Nella zona rossa di Torrice sono 16. Limitando il discorso al solo mese di marzo (cinque giorni) sono 90 ad Alatri, 77 a Frosinone, 64 a Veroli, 47 a Monte San Giovanni Campano, 38 a Sora, 30 a Ceccano e 29 a Isola del Liri. Dal 16 febbraio Frosinone è a 343, Monte San Giovanni Campano a 328 e Alatri a 309. Intanto la Asl ha reso noto il consuntivo del periodo 26 febbraio-4 marzo: 1.462 i nuovi positivi, 771 i guariti, 5.712 i test ai drive in, 536 quelli da screening nelle scuole, 2.365 quelli eseguiti tra ospedali e Rsa, quindi 215 domiciliari e 441 pediatrici. Eseguiti in totale 11.084 tamponi.

I vaccini somministrati nel periodo considerato sono 6.730, mentre i ricoveri in terapia intensiva sono stati 17. Nello stesso arco temporale un dato positivo sul quale la Asl insiste all'insegna della speranza in un futuro più roseo sono nati 45 bambini.

Pressione sugli ospedali
Con questi numeri resta sempre forte la pressione sugli ospedali. Attualmente si contano 670 ricoverati negli ospedali di cui 240 Covid. Le terapie intensive sono piene e continua l'interscambio con Roma con i pazienti che, in caso di necessità, sono trasferiti verso le strutture della capitale. Discorso che interessa anche i casi non Covid. In forte crescita anche il numero delle persone in isolamento domiciliare, poco sotto le tremila unità, con 2,870, con relativa pressione sui servizi sanitari.

Il decesso
Nel bollettino si fa cenno a un'altra vittima. Si tratta di un uomo di 87 anni residente a Ferentino. È il decesso numero 11 della settimana. Se non altro da questo punto di vista si registra una diminuzione dei casi rispetto ai 22 della passata settimana (a venerdì allora erano già 19).

Il tasso
Un'altra costante che distingue il territorio ciociaro dal resto del Lazio è l'alta incidenza tra casi positivi e tamponi eseguiti. Ieri su 1.576 test il tasso era al 17,45%, in discesa rispetto al 19,09% di 24 ore prima.
In settimana è al 15,92% sulla stessa linea del 15,79% della precedente. A gennaio era a 11,13%, a febbraio a 12,81%.

I guariti
Più aumentano i contagi più, a di dato andrà a incidere sull'andamento dei guariti. Ieri la Asl ha comunicato che altre 115 persone si sono negativizzate. In settimana sono 585, poco più della metà dei nuovi contagiati, mentre nel 2021 sono già 6.472 di cui 3.447 a gennaio e 2.440 a febbraio.

Il trend
Continua la crescita dei contagi in Ciociaria. Con i 275 nuovi positivi di ieri è stata superata la soglia dei mille nella settimana e dunque vicini a quel valore di 250 per 100.000 abitanti, costato la chiusura di tutte le scuole in una quarantina di centri. Per la settima volta negli ultimi nove giorni i contagi sono 220 o più. Per il terzo giorno di fila sono più di 240. La media della settimana, attualmente, è di 206,2 contagi al giorno, un po' di più (7,06%) rispetto ai 192,6 di quella passata. Limitando il confronto al venerdì, la passata settimana si avevano 177,4 contagi (887 in totale), ovvero adesso sono il16,23% in più. A due settimane la differenza è ancora più marcata: a venerdì 19 i contagi di quel periodo erano 552 per una media di 110,4. Il che significa che da allora la crescita è dell'86,77%. Basti vedere come da febbraio si è sviluppata la curva epidemiologica. La prima settimana si è chiusa a 613 per una media di 87,57, sostanzialmente su valori simili all'ultima di gennaio (610 e 87,14 di media) per un incremento di appena lo 0,49%. Dall'8 al 14 febbraio i casi sono diventati 661 con una media di 94,42 e per un incremento sulla settimana precedente del7,83%.

Dal 15 al21 febbraio i contagi sono lievitati a 903 (media 150,5) per un incremento sempre sulla settimana precedente del 36,61%. Quindi dal 22 al 28 febbraio i casi sono risaliti fino a 1.348 per una media di 192,6 con una crescita, in sette giorni, del 49,28%.
Quindi nel mese di febbraio l'andamento, da una settimana all'altra, è stato il seguente 0,49%, 7,83%, 36,61%, 49,28%. Una crescita continua che dovrebbe assestarsi, intorno al 16% se i valori del fine settimana saranno gli stessi della precedente. Va aggiunto che una media di 200 casi al giorno nell'arco di una settimana non si riscontrava dal 16 al 22 novembre quando i casi furono 225,71. La settimana dopo però la media si abbassò a 134,42, mentre due settimane prima il valore aveva raggiunto il picco e si era attestato a 292.

I nuovi colori
Si fa sempre più complessa la situazione a livello nazionale: l'Rt raggiunge la soglia di 1,06, dopo sette settimane di nuovo sopra 1. Il Lazio è a 0,98 e resta ancora in fascia gialla. Sono zona rossa la Campania (dall'8 marzo), Basilicata e Molise. Se la Lombardia da ieri è in fascia arancione scuro, il Piemonte e il Friuli Venezia Giulia diventano arancioni. Così come arancioni sono Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Toscana, Umbria e Trentino-Alto Adige. In giallo sono oltre al Lazio, Liguria, Valle d'Aosta, Puglia, Calabria e Sicilia. In bianco solo la Sardegna. Nelle Marche istituita la zona rossa nelle province di Ancona e Macerata. In zona rossa anche le province di Bologna e Modena. Le nuove fasce scattano da lunedì.

Sul Lazio che resta in zona gialla interviene il presidente Nicola Zingaretti per dire che «gli ultimi dati confermano il Lazio in zona gialla ed è un ottimo risultato. Il lavoro che stiamo facendo sta dando i suoi frutti, la campagna vaccinale prosegue, ma il contributo di tutti è decisivo. Per questo ringrazio di cuore le cittadine e i cittadini della regione per l'aiuto fondamentale che stanno dando nel contrasto alla pandemia e al contenimento del contagio e un sentito ringraziamento va anche a chi è in prima linea ogni giorno per combattere il virus, i medici e tutto il personale sanitario. È sicuramente una boccata d'ossigeno per la nostra economia. Uniti stiamo riuscendo in un'impresa molto difficile, non è ancora finita, ma noi non ci arrendiamo».

Ieri, intanto, in Italia si sono registrati 24.036 contagi (in crescita nelle ultime 24 ore) con 297 morti (in decremento). Il tasso di positività si attesta al 6,35%, in calo dello 0,4 rispetto al giorno precedente. In Lombardia il prima con 5.210 casi nella giornata di ieri.

Il bollettino regionale
«Diminuiscono i casi e i decessi, mentre aumentano i ricoveri e le terapie intensive».
Così l'assessore Alessio D'Amato inquadra la situazione Covid nel Lazio. Poi aggiunge: «Il rapporto tra positivi e tamponi è al 9%, ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale scende sotto al 4%.
I casi a Roma città sono a quota 600. Andiamo verso nuove misure nella provincia di Frosinone. Superato il mezzo milione di somministrazioni totali e 150.000 a over 80, classi di età il metodo più veloce. Prenotati 4.400 super fragili».

Quindi i numeri: «Su oltre 16.000 tamponi nel Lazio (+2.791) e oltre 22.000 antigenici per un totale di oltre 38.000 test, si registrano 1.525 casi positivi (-177), 19 decessi (-3) e 987 guariti.