Proseguono le indagini da parte degli agenti del commissariato di Formia sul caso Bondanese, lo studente 17enne rimasto ucciso nella serata di martedì 16 febbraio, mentre era con gli amici e il cugino, anche lui ferito, ma fuori pericolo. Il presunto accoltellatore, un altro minore della provincia di Caserta, è attualmente ai domiciliari presso la sua abitazione, come disposto in misura cautelare dalla Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Roma. Dell'arma, il coltello che il 17enne di Casapulla aveva con sé quando ha presumibilmente sferrato il colpo mortale al giovane Romeo, ancora nessuna traccia. Gli esami degli inquirenti sui due coltelli ritrovati sul fondale della darsena sottostante la piazza in cui è avvenuta l'aggressione, non avrebbero riportato i risultati sperati.

I coltelli da cucina ritrovati dai sub della Guardia Costiera, sembrerebbero così appartenere ai tanti pescatori che ogni giorno si trovano lì a sistemare le reti. E senza l'arma, anche la dinamica resta allo stato attuale ancora da chiarire. Ciò che al momento si conosce sono le dimensioni circa della lama del coltello che ha reciso l'arteria femorale di Romeo. Grazie infatti all'autopsia effettuata dal medico legale del Policlinico Gemelli di Roma Vincenzo Grassi, alla presenza di due consulenti di parte, uno dalla parte della vittima e l'altro per il presunto aggressore, dovrebbe corrispondere ad una lama con una lunghezza tra gli otto e i dieci centimetri e larga poco più di tre centimetri. Un dettaglio in più che al momento si aggiunge e che potrebbe servire per identificare l'arma che ha ucciso Romeo.

Bisognerà attendere anche per gli esami tossicologici predisposti nei giorni scorsi. Nello specifico l'esame richiesto dal procuratore, riguarderà alcuni reperti organici prelevati nel corso dell'autopsia alla vittima, Romeo Bondanese. L'obiettivo sarà quello di poter verificare se i partecipanti alla rissa, fossero sotto effetto sostanze stupefacenti prima del tragico episodio.La città comunque spera quanto prima di avere delle risposte, tanto che nessuno a circa tre settimane dai fatti, è riuscito a sgomberare quella panchina piena di fiore e biglietti, dove gli amici hanno adagiato Romeo.

Come resta in attesa di conoscere la verità anche la famiglia del giovane assassinato, che durante l'ultimo saluto al giovane nella chiesa di San Giovanni Battista, ha ribadito la fiducia nelle istituzioni, affinché possano presto chiarire quanto accaduto quella sera: «Con le residue forze che ci restano le useremo tutte per chiedere giustizia, solo giustizia. Non siamo animati da alcun desiderio di vendetta ma dal desiderio di conoscere la verità dei fatti». Ma l'omicidio Bondanese non è un episodio isolato, vari casi di violenza simili a quelli di Formia in questi ultimi tempi, stanno dilagando in tutta Italia, come ribadito dal deputato pontino Raffaele Trano, che proprio ieri infatti, ha sollecitato il ministro degli interni Luciana Lamorgese, un intervento concreto da parte del governo.