I vandali della natura non si fermano proprio davanti a nulla. E a farne le spese sono anche i luoghi in quota, quelli battuti e percorsi da decine di escursionisti che amano le lunghe passeggiate tra gli spettacolari faggi e le querce secolari dei monti della Meta. E così, domenica scorsa, un gruppo di arrampicatori, durante il loro cammino in salita verso le cime innevate, mentre percorrevano uno dei sentieri che conduce alla Fonte di San Cataldo, si sono imbattuti nella carcassa di un elettrodomestico, all'apparenza un vecchio frigorifero malridotto e arrugginito. Stupore e incredulità tra i quattro amici amanti dei monti, ma la realtà poneva davanti a loro una dimostrazione incontrovertibile di quali vette (è il caso di dirlo) possa raggiungere l'inciviltà dei vandali della natura.

«Anche se avessimo voluto portarlo a valle non sapevamo come fare» racconta uno dei quattro escursionisti preoccupato del danno che quella carcassa arrugginita poteva continuare a fare, abbandonata lì in quel sottobosco a due passi dal Parco nazionale d'Abruzzo, nei territori al confine tra i comuni di San Donato Valcomino e Settefrati. «Abbiamo anche pensato che fosse stata trascinata fin lassù da chi voleva agevolare l'abbeveraggio degli animali durante le afose giornate d'estate, ma poi sapendo che nei paraggi c'è la fonte perenne di San Cataldo, abbiamo concluso che si trattava di un semplice atto di vandalismo. Comunque aggiunge l'escursionista abbiamo registrato la posizione della carcassa sul nostro telefono cellulare, anche se non pare siamo i soli a conoscere quello scempio».

La discarica, anche se è formata da una sola (ingombrante) carcassa di un elettrodomestico arrugginito, è sempre una dimostrazione che il territorio, soprattutto quello più lontano dalla vista dei cittadini, è il luogo prescelto per abbandonare rifiuti e oggetti ingombranti di ogni genere. Ma grazie alle decine di escursionisti che mai come in questi mesi percorrono in lungo e largo, con il sole o con la neve, i monti della Meta e le Mainarde, il controllo del territorio è quasi metro per metro. Si spera che quella carcassa arrugginita sia l'ultimo esempio di scempio «e speriamo anche che qualcuno si faccia carico di prelevarla per il rispetto di quei luoghi e di quanti li frequentano», è l'auspicio dei quattro escursionisti. Anche perché, com'è noto, la presenza di rifiuti finisce per attirarne altri.