Muore a meno di 24 ore da un intervento definito di routine. I familiari presentano un esposto in procura per far luce sul decesso: 17 gli indagati. Avrebbe dovuto aver luogo già ieri l'autopsia sul corpo di Alberto Panaccione, dentista in pensione di Cassino, molto noto in città. Ma è slittata ad oggi, con il conferimento dell'incarico fissato alle 13: complessa l'individuazione di tutte le figure chiamate ora a rispondere della morte del dottor Panaccione di 72 anni. Una formalità che consentirà loro di nominare consulenti di parte.

Coinvolti un medico di Urologia, un anestesista e 15 infermieri del Santa Scolastica che avrebbero assistito il settantaduenne dal momento dell'intervento fino al decesso. Come premesso, un passaggio necessario affinché si possa fare chiarezza su una morte avvenuta a poco meno di ventiquattro ore dall'intervento, un'operazione di routine che potrebbe il condizionale è d'obbligo aver comportato per il dentista in pensione delle complicanze. L'autopsia, che sarà eseguita dal dottor Manciocchi, eliminerà ogni dubbio. Chiarirà se sia intercorso un nesso di causalità tra l'evento morte e la condotta medica oppure se il decesso sia sopraggiunto per cause del tutto accidentali, che nulla hanno a che vedere con la scomparsa del professionista. Una scomparsa che ha destato non poco clamore nella comunità: la sua cifra umana, nonché professionale, avevano reso il dottor Panaccione molto amato.

La ricostruzione
Il professionista, come riferito dalla famiglia al sostituto procuratore Marina Marra che sta seguendo il caso, sarebbe stato sottoposto nella prima parte della giornata di mercoledì della scorsa settimana a un intervento all'apparato urinario ritenuto di routine.
A"basso rischio". E dopo l'intervento, almeno per le successive 24 ore, nulla avrebbe fatto presagire il tragico epilogo. Poi, nella serata di giovedì scorso il tragico evento. La procura ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche, attività affidata ai carabinieri della Compagnia di Cassino. Primo necessario passaggio che ha preceduto la successiva e non facile individuazione di medici e infermieri da iscrivere nel registro degli indagati.