L'Asl di Frosinone ha anticipato il nuovo Dpcm. Nel momento in cui ha chiesto a 32 comuni di chiudere le scuole lo ha fatto sulla base di un valore di contagi superiore ai 250 per 100.000 abitanti oltre che per l'accertata presenza di varianti, inglese e brasiliana. Il nuovo Dpcm è stato annunciato ieri: sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile e ingloberà anche il periodo pasquale, scelta ponderata per tenere sotto controllo la curva epidemiologica in un periodo critico dell'anno, così com'è stato per il Natale.

Il primo Dpcm dell'era Draghi presenta una novità: non è il presidente del consiglio a illustrare i contenuti del decreto. Spazio ai ministri della Salute e agli Affari regionali, Roberto Speranza e Maria Stella Gelmini, al presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro e al presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli. A preoccupare sono soprattutto le varianti contro le quali si impone una doppia strategia. Limitare le opportunità di trasmissione per quella inglese, che ora è la maggioritaria (è la causa del 54% dei contagi) e procedere con il contenimento di quella brasiliana (4,3%) per evitare che si propaghi in contesti ulteriori rispetto a quelli in cui è stata rilevata.

Confermate le fasce bianca, gialla, arancione e rossa.
Quanto alle misure, le scuole saranno chiuse in zona rossa e dai presidenti di Regione qualora «l'incidenza cumulativa settimanale dei contagi sia superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti oppure in caso di motivata ed eccezionale situazione di peggioramento del quadroepidemiologico». Il primo caso è quello che ha portato, l'altro ieri alla chiusura delle scuole in 31 (ora 32) centri della Ciociaria. Confermato il coprifuoco tra le 22 e le 5. In questo lasso di tempo «sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi disalute. È in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi».

Confermato il divieto di spostamento tra le regioni, con le note eccezioni. Resta la possibilità di recarsi in visita a familiari e amici, tuttavia, è «fortemente raccomandato l'uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all'interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi. Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza». In fascia rossa, tuttavia, questa possibilità non è più contemplata.

Si dispone poi l'«obbligo sull'intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e intutti i luoghi all'aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi». Quanto alle seconde case, se si trovano in zona arancione scuro o rossa non ci si può andare. Inoltre per chi vive in zona arancione scuro o rossa è vietato di andare nelle seconde case anche se queste si trovano in fascia bianca, gialla o arancione.

Confermata la chiusura dei centri commerciali nei festivi e prefestivi. Parrucchieri e barbieri saranno chiusi in fascia rossa. Chiuse palestre e piscine, tranne che in fascia bianca. In zona gialla bar e ristoranti possono restare aperti fino alle 18, in zona arancione e rossa aperti solo per l'asporto. Ieri, intanto, ci sono stati 17.083 nuovi casi e 343 morti con il tasso di positività del 5,1%. In Lombardia 3.762 i nuovi casi.