Il teatro Ariston si trasforma in un'astronave pronta ad accogliere la ripartenza dello spettacolo italiano. La scenografia del settantunesimo festival di Sanremo porta ancora una volta la firma di Gaetano e Maria Chiara Castelli. Gaetano Castelli, maestro delle scenografie sanremesi, ha un rapporto diretto con la Ciociaria. Proprio in provincia di Frosinone ha mosso i primi passi come docente di educazione artistica a Villa Santo Stefano, lo stesso paese che ha deciso di attribuirgli la cittadinanza onoraria. Quest'anno, insieme alla figlia, ha creato una grande astronave all'interno dell'Ariston.

«Amadeus dice che questo non sarà il suo secondo Festival, ma il primo verso un altro futuro – spiegano Gaetano e Maria Chiari Castelli –. E lo sarà anche per la scenografia, per la quale abbiamo immaginato un'astronave e una sorta di stargate, verso un futuro migliore al quale aspirare. Abbiamo cercato di sfruttare il più possibile gli spazi, anche per la necessità, ad esempio, di distanziare l'orchestra. E allo stesso tempo di sopperire al senso di vuoto, utilizzando anche le pareti laterali fino alla galleria, creando un "involucro" che con la sua forma di astronave aumentasse la profondità.

In realtà, la lunghezza della scena è uguale a quella dello scorso anno, ma ora è avanzata molto l'orchestra e per questo abbiamo cercato di lavorare sulla prospettiva, con due punti di fuga centrali e con una scenografia che riducendosi progressivamente in ampiezza e in altezza crea un effetto prospettico importante, che dà profondità a tutto». Un lavoro avviato «da molti mesi con una squadra di professionisti eccezionali con i quali, per la prima volta, siamo anche ‘usciti' dall'Ariston in un nuovo spazio scenografico dove ci sarà una telecamera che, dall'alto, potrà varcare la soglia del teatro».