Emergenza senza fine in Ciociaria. Nel primo giorno di zona arancione esplodono i casi di varianti. Ma non solo a 31 comuni, dove è accertata la variante o con una casistica superiore a 250 casi per 100.000 abitanti, è stato chiesto dalla Asl di chiudere le scuole di ogni ordine e grado fino al 14 marzo. In base all'ordinanza regionale erano chiuse le superiori.

La situazione è sempre attentamente monitorata dalla prefettura e dalla Asl di Frosinone in contatto con il Seresmi e con la Regione Lazio. Ieri, sono giunti dallo Spallanzani i risultati dei tamponi su casi sospetti. Si tratta di 21 casi di variante "inglese" e di 19 di "brasiliana", più un ulteriore caso di variante "napoletana". Nove sono in età pediatrica, 4 di inglese e 5 di brasiliana. «Il dato non ci sorprende oltremodo in quanto i virus, in particolare i coronavirus, cambiano costantemente, attraverso mutazioni genetiche più o meno imponenti, per adattarsi meglio all'uomo e all'ambiente», fa sapere la direzione generale dell'Asl.

Nel pomeriggio la comunicazione della Asl a 31 comuni ciociari, in alcuni dei quali, peraltro, le chiusure totali o parziali erano in atto. La nota è indirizzata a un terzo dei comuni ciociari e cioè a: Alatri, Amaseno, Arce, Bovile Ernica, Broccostella, Campoli Appennino, Castelliri, Castelnuovo Parano, Ceccano, Collepardo, Coreno Ausonio, Esperia, Ferentino, Fontechiari, Frosinone, Guarcino, Giuliano di Roma, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano, Pescosolido, Piedimonte San Germano, Ripi, San Giovanni Incarico, Sant'Andrea del Garigliano, Sora, Strangolagalli, Torrice, Vallecorsa, Veroli, Vicalvi e Villa Santa Lucia. Da oggi ai 31 potrebbe aggiungersi Cassino.

Nella richiesta ai sindaci la Asl rileva come «l'attuale situazione epidemiologica che ha comportato un'incidenza dei casi di Covid-19 superiori a 250 casi per 100.000 abitanti in molti comuni, e considerata la diffusa presenza sul territorio provinciale delle varianti inglese e brasiliana in taluni dei comuni che comporta una accelerata diffusione dei contagi in ambito comunitario», sulla base di quanto stabilito nell'ordinanza regionale per la fascia arancione e «ai fini della tutela e della salute pubblica» propone ai comuni «la chiusura immediata delle scuole di ogni ordine e grado presenti sui territori» fino al 14 marzo.

Intanto, nella mattinata si era tenuto un video-confronto tra il sindaco Nicola Ottaviani e i dirigenti scolastici del capoluogo. Il sindaco di Frosinone, ha poi «indirizzato una richiesta urgente di attivazione della didattica a distanza, anche nelle scuole di competenza comunale del capoluogo, dopo quelle superiori. La richiesta è stata accolta dal presidente della Regione, Nicola Zingaretti che, di concerto con la Asl di Frosinone, ha attivato il percorso per rimettere la decisione alla competenza dei sindaci dei territori maggiormente esposti al possibile innalzamento degli indici di contagio».

Lo stesso primo cittadino ha ringraziato per «la pronta sensibilità istituzionale» il presidente Nicola Zingaretti e il direttore generale della Asl di Frosinone, Pierpaola D'Alessandro, «con i quali abbiamo portato avanti una riflessione importante, in linea con il principio di precauzione. Quello che stava avvenendo in questi giorni a Frosinone non era soltanto paradossale, ma appariva anche delicato sotto il principio della precauzione e della effettiva tutela della salute della popolazione». Il primo cittadino ha posto l'indice sul fatto che il capoluogo, in quanto tale, riceve ogni giorno cittadini provenienti dagli altri comuni per cui «se per i lavoratori non è possibile limitare ulteriormente l'attività, al netto invero dello smart working, di converso si potrebbe, e dovrebbe, incrementare la Dad». Nel capoluogo restano aperti gli asili nido ma solo per i residenti.

Subito sono arrivate le ordinanze dei sindaci di Frosinone, Alatri, Amaseno, Arce, Arpino (non in elenco), Boville Ernica, Broccostella, Campoli Appennino, Ceccano, Collepardo, Coreno Ausonio, Ferentino, Giuliano di Roma, Guarcino, Isola del Liri, Piedimonte San Germano, Ripi, Sora, Strangolagalli, Vallecorsa, Veroli. A Pescosolido e San Giovanni Incarico, dove erano già chiuse, c'è la proroga al 14 marzo. A Monte San Giovanni Campano sono già chiuse da prima della zona rossa. A Torrice - chiuse con il passaggio in zona rossa - resta lo stop fino al 10 marzo. Poi si vedrà sulla base dell'andamento dei dati. Fiuggi, non in elenco, chiuderà da domani.