«Rilanceremo Maserati». Parola di Carlos Tavares. L'amministratore delegato di Stellantis, nei giorni scorsi, è tornato a puntare i riflettori sui brand del gruppo.
E il Tridente è uno dei marchi in cima alle priorità del Ceo. Certamente una rassicurazione ancora maggiore per gli operai di Fca Cassino Plant, stabilimento nel quale a fine anno inizierà la produzione in serie del Suv Grecale a marchio Maserati.

Le intenzioni
Ma cosa ha detto di preciso, Carlos Tavares? Nella sostanza dei fatti, dopo che nelle scorse settimane ha fatto visita agli impianti italiani, tra cui anche Cassino, e ha incontrato i rappresentanti dei lavoratori e le sigle sindacali nelle fabbriche torinesi di Grugliasco e Mirafiori, nuovo fulcro dell'elettrificazione dei brand italiani. In Piemonte, infatti, nascono modelli come la Fiat Nuova 500 a batterie e la versione ibrida della Maserati Ghibli: proprio il marchio del Tridente è stato citato più volte dal manager portoghese, che ha promesso nuovi piani di rilancio per la Casa di Modena.

Nell'ultimo periodo, complice la pandemia, le vendite dei modelli d'alta gamma hanno subito una notevole flessione: ne sanno qualcosa anche gli operai di Cassino dove la produzione del Suv Stelvio e della berlina Giulia, entrambe a marchio Alfa Romeo, hanno avuto una brusca battuta di arresto.

I costi in Italia e i risparmi
Durante il suo incontro con i sindacati, Tavares ha sottolineato come i costi di produzione nelle fabbriche italiane siano più alti rispetto a quelli di altri Paesi.
Questo nonostante i salari degli operai siano più bassi.
Stellantis riferiscono gli analisti dovrà rimodulare i processi produttivi per contenere alcune spese, ma non dovrebbe esserci alcuna ripercussione diretta sui lavoratori. Il gruppo nato dalla fusione di Fca e Psa ha già annunciato l'obiettivo di sfruttare le nuove sinergie per arrivare a risparmiare fino a cinque miliardi di euro ogni anno senza effettuare tagli al personale.

Segmento del lusso
La speranza nel futuro e le parole di Carlos Tavares che ha ribadito di voler puntare sul segmento del lusso e, quindi, su Maserati, proiettano Cassino dove si producono anche i modelli al marchio Alfa verso un futuro radioso. Bisogna però fare intanto i conti con il presente. E fare i conti con il presente significa cassa integrazione: cancelli chiusi oggi, così come tutti i lunedì del mese. Saranno otto i giorni di cassa covid a marzo, gli operai lavoreranno solo tre giorni a settimana.

I sindacati
Questo significa buste paga decurtate, stipendi "leggeri" e crisi a catena per tutto l'indotto che resta, quindi, quasi "paralizzato" con un importante ricorso agli ammortizzatori sociali. E, alla mancata produttività nell'automotive, l'effetto catena nel cassinate è devastante. Minore capacità di spesa e sofferenza per il settore commerciale e affini. In una catena che porta una rilevante sofferenza economica in un vastissimo territorio laddove sono migliaia le famiglie che vivono grazie ad Fca e alle aziende (piccole, medie o grandi) del vasto indotto. Per questo, anche per questo, i sindacati chiedono al presidente del Consiglio regionale, Mauro Buschini, di accelerare e attuare provvedimenti concreti. Si riferiscono al tavolo dell'automotive, dove ora, però, non siederà più Stefano Patuanelli ma il nuovo titolare del Mise del governo Draghi: Giancarlo Giorgetti.