Era sul camion, sull'autostrada tra l'allacciamento A1/Variante di Valico e Sasso Marconi. Procedeva in direzione Bologna, quando, all'altezza di Vado di Monzuno, si è verificato un incidente a seguito del quale il suo tir, dopo lo scoppio di uno pneumatico, è volato in una scarpata per circa dieci metri, causando la morte dell'autista. A perdere la vita era stato Marco D'Arpino, quarantacinque anni, autotrasportatore di Veroli. L'incidente si è verificato il 6 luglio del 2017.

Ora per questo incidente il gup del tribunale di Bologna è chiamato a decidere se il procedimento deve essere archiviato, come richiede la procura sula base della consulenza dell'ingegner Mattia Strangi, o le indagini per risalire ad eventuali responsabilità nell'i n c idente devono proseguire. Sono tre gli indagati per omicidio colposo, due sono ciociari, il titolare di un'impresa di trasporti di Frosinone G.G., un dipendente A.R. e il titolare dell'azienda di Teramo, G.G. che stava eseguendo i lavori su quel tratto di autostrada dove si è verificato il terribile incidente costato la vita a D'Arpino.

La procura di Bologna aveva chiesto l'archiviazione per tutti e tre gli indagati, ma la famiglia della vittima è contraria e ha fatto opposizione. Tra le parti è guerra di perizie. Non solo sullo scoppio dello pneumatico, ma anche sulle barriere di protezione, se cioè erano puntellate al terreno e unite tra loro. Due perizie dicono l'esatto opposto: una che i new jersey erano puntellati e collegati tra loro, l'altra che non lo erano. Nel corso dell'udienza davanti al gup Grazia Nart per discutere sulla opposizione alla richiesta di archiviazione si è fatto riferimento anche all'angolo di impatto del veicolo contro le barriere.

L'attuale normativa prevede che i new jersey debbano contenere l'urto con un veicolo se il punto di impatto non supera un angolo di 20 gradi. Altrimenti, di fronte a un urto con angolazione superiore ai 20 gradi le protezioni non sono in grado di assicurare il contenimento. E così i consulenti si sono scontrati anche sull'angolazione del punto d'impatto. Il gup a questo punto, si è riservato una decisione per verificare se gli elementi finora raccolti consentano di arrivare all'archiviazione, come richiesto dal pm Michela Guidi, o se, all'opposto, serviranno ulteriori approfondimenti tecnici sulla consistenza delle barriere e sull'angolo di impatto del mezzo contro i new jersey.

Gli indagati ciociari sono difesi dall'avvocato Nicola Ottaviani l'imprenditore abruzzese da Luca Sirotti, mentre per la famiglia del camionista si è costituito l'avvocato Maria Cecilia Ferraresi.